Nonostante un certo ritardo, la primavera è finalmente alle porte: è tempo delle tradizionali pulizie. E anche di affrontare l’incubo di molti: la gestione dell’armadio. Abiti accumulati negli anni, spazi sempre più ricolmi di indumenti che mai si indosseranno, vestiti da buttare e altri da riciclare. Come fare per ottenere un guardaroba ordinato e pulito, ma allo stesso tempo ecologico?

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Sistemare l’armadio è una di quelle attività noiose ma necessarie, soprattutto per accorgersi di quanti capi d’abbigliamento si posseggano e ridurre, così, l’impulso allo shopping sfrenato. L’accumulo forsennato non è mai un buon sintomo di rispetto dell’ambiente, così come non lo è il mancato riciclo dei vestiti di cui ci si vuole sbarazzare. La redazione di Ecorazzi ha tracciato alcune linee guida per essere più verdi nel rapporto con il proprio guardaroba. Ecco alcuni spunti:

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  • Inventario: prendere nota di tutti gli abiti posseduti è un’utile esercizio per capire quanto si sia inclini agli sprechi. Inoltre può aiutare a farsi un’idea su quali siano i capi da abbandonare, magari riutilizzandoli per altri scopi oppure donandoli in beneficenza. La regola è solo una: se non ci si sente al 100% dell’effetto che un vestito regala al corpo, è tempo di sbarazzarsene. Rimarrà altrimenti relegato nell’armadio, privandolo da una nuova vita o dall’uso di qualcuno che ne ha realmente bisogno;
  • Restyling: le pulizie dell’armadio non sono solo noiose, ma anche particolarmente creative. Perché non combinare in modo differente abiti che da anni non vengono indossati, modificare qualche jeans o lasciarsi andare all’arte del taglio e cucito? Un nuovo look è possibile con quel che si ha già in casa, senza bisogno di spendere cifre da capogiro in shopping;
  • Fai da te: molti vestiti vengono abbandonati nel dimenticatoio solo perché necessitano di piccoli interventi, come cucire il fondo di una tasca, sistemare un’asola, sostituire un bottone mancante. Dalle zip agli strass, sono molto gli interventi di fai-da-te indolore da eseguire in casa, magari per recuperare uno splendido tailleur o recuperare una camicia estremamente costosa. Se le modifiche richieste non sono impossibili, non c’è bisogno di comprare nuovi capi;
  • Donazione: nell’era della mania del vintage, non è difficile utilizzare vecchi vestiti, magari di qualche decennio fa. Se proprio non si riuscisse a saltare sul vagone della moda un po’ retro, però, si può approfittare dell’occasione per donare parte del proprio guardaroba a chi ne ha bisogno. Sono molte le associazioni sparse sul territorio e agli angoli delle strade delle principali città esistono degli appositi contenitori dove lasciare i capi che non si vuole più indossare. Non solo non si peserà sull’ambiente generando dei rifiuti di difficile smaltimento, ma si farà felice qualcuno meno fortunato dal punto di vista economico;
  • Cura: il modo più semplice per ottenere un armadio green è quello di rispettare gli indumenti in proprio possesso. Più sarà lungo il loro ciclo di vita, minori sono le possibilità di pesare negativamente sulla natura. Si ricordi che le buste di plastica non lasciano respirare adeguatamente i tessuti, mentre per evitare tarme e altri parassiti esistono numerosi prodotti estratti dalle piante, privi di composti chimici inquinanti e del tutto biodegradabili.

Foto: Row Of Women’s Clothes Hanging In Closet | Shutterstock

13 aprile 2013
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