Tra le tante caratteristiche dei gatti domestici, la pulizia è forse quella che salta maggiormente all’occhio. Non vi è momento della giornata, infatti, che il simpatico felino non si pulisca zampe e viso, lisciandosi il pelo e sfruttando la lingua per rimuovere ogni traccia dal corpo. Un comportamento che può occupare anche il 50% della vita di questi animali, così come da recenti analisi, tuttavia non utile soltanto al quadrupede. Uno studio, infatti, sta vagliando le abitudini igieniche del gatto per sviluppare dei sistemi analoghi a livello tecnologico, così da elaborare delle soluzioni di pulizia per rover, navicelle e altri strumenti spaziali.

Secondo quanto riportato dalla versione statunitense dell’Huffington Post, uno studio universitario starebbe analizzando le diverse modalità con cui gli animali si tengono puliti, per elaborare analoghi nel mondo tecnologico. Condotta da David Hu, professore associato del Georgia Institute of Technology, e dallo studente di ingegneria meccanica Guillermo Armador, la ricerca vuole comprendere se le modalità con cui il gatto cura al proprio igiene possano essere applicate a macchinari umani, anche spaziali, per eliminare residui inquinanti e polvere che ne potrebbero compromettere il funzionamento. Così ha spiegato il professore.

I droni e gli altri rover autonomi, inclusi gli esemplari su Marte, sono inclini alla rottura per l’accumulo di particelle aeree.

Il gruppo di lavoro ha misurato il corpo e la superficie occupata da 27 animali diversi, tra mammiferi e insetti, scovando modalità singolari di pulizia. E più il corpo cresce, maggiori sono le sfide incontrate.

I cani si scuotono per eliminare l’acqua, proprio come una lavatrice. Le api usano appendici setolose per eliminare il polline dagli occhi e dal corpo. I moscerini della frutta sfruttano i peli sulla testa e sul torace per catapultare lo sporco altrove, con un’accelerazione fino a 500 volte la gravità della Terra.

Oltre a questi sistemi attivi, tra cui spiccano appunto le cosiddette tecniche di grooming dei gatti, gli animali possono anche sfruttare sistemi passivi, che non richiedono l’impiego di alcuna energia. Fra questi ciglia, sopracciglia e peli corporei.

Comprendere come i sistemi biologici, come le ciglia, prevengano la polvere dall’interagire con l’ambiente, possono ispirare delle soluzioni a bassa energia per proteggere gli equipaggiamenti più delicati dalla polvere e dallo sporco.

16 novembre 2015
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