Le zanzariere sono un utilissimo strumento per mantenere insetti sgraditi lontani dall’abitazione, soprattutto durante l’estate. A fine stagione, però, le reti montate sulla finestra possono apparire particolarmente sporche: oltre a mantenere lontani ospiti non desiderati, infatti, fungono da rudimentale filtro e trattengono polvere, detriti e si scuriscono a causa dello smog. Come pulirle efficacemente, per un riuso e un riciclo continuo anziché cambiarle di anno in anno?

Sono molte le tecniche utili per rimuovere sporco e detriti dalle zanzariere, molte delle quali realizzabili semplicemente con gli ingredienti disponibili in dispensa. Prima di cominciare, tuttavia, è necessario accertarsi del materiale con cui sono state prodotte, così come anche della loro struttura. In linea generale, sebbene le varietà sono molteplici, si distinguerà tra zanzariere rimovibili e quelle fisse, con consigli sia per quelle in metallo che per le tipologie invece in plastica.

Zanzariere rimovibili

Le zanzariere rimovibili rappresentano la modalità più diffusa all’interno delle abitazioni. I vantaggi sono molteplici: oltre alla possibilità di garantire una più facile pulizia, possono essere dismesse terminata la stagione, per permettere di affacciarsi nuovamente dalla finestra.

Non tutte le zanzariere rimovibili sono però uguali. Vi sono quelle appese con speciali ganci, velcro e altri ritrovati, tali che al momento dello smontaggio solo la morbida rete potrà essere rimossa e quindi pulita. Altre, invece, non possono essere scollegate dal loro telaio. Per la prima modalità, una volta tolta la zanzariera, la si potrà facilmente passare sotto l’acqua corrente, per rimuovere i residui più evidenti. Quindi si procede con una spugnetta, o un panno morbido, lievemente imbevuti di acqua tiepida e sapone di Marsiglia, per eliminare l’opacità dovuta allo smog. Se la zanzariera fosse particolarmente morbida e pieghevole, la si potrà riporre in una vaschetta con acqua tiepida e un paio di cucchiai di cucina sempre di sapone di Marsiglia, opportunamente sciolto. Qualora si avessero dei dubbi sulla resistenza del materiale o sul colore, si effettui una prova su una parte nascosta della superficie. Dopo un accurato risciacquo, e la rimozione dei residui d’acqua con un panno in microfibra da passare a tampone, la zanzariera potrà essere rimontata.

Per le versioni con telaio, invece, servono ovviamente maggiori spazi per l’operazione, poiché la rete non potrà essere morbidamente piegata. Rimosso il telaio stesso dalla finestra, di solito con apposite viti perimetrali o secondo le istruzioni del produttore, si può agire in diversi modi. Qualora si disponesse di un giardino, i residui più evidenti potranno essere eliminati con un getto d’acqua, anche tramite le comuni canne da giardino. Quindi, poggiando il telaio contro una superficie verticale, si procede con la soluzione di acqua e sapone di Marsiglia già elencata. Se la cornice fosse in legno, lo stesso detergente dovrebbe essere sufficiente, previa verifica della resistenza. In caso fosse in plastica o metallo, può essere utile anche dell’aceto o del succo di limone, con qualche goccia su un panno inumidito, per rimuovere le macchie sedimentate e riportare splendore. Se non si disponesse di un giardino, un’operazione simile può essere realizzata in casa poggiando in verticale il telaio nella vasca, quindi aiutandosi con l’erogatore a doccia.

Zanzariere fisse

Le zanzariere fisse offrono il vantaggio di una struttura perfettamente integrata nella finestra, dall’elevata resistenza e dalla protezione estesa per tutto l’anno. Per quanto riguarda la pulizia, tuttavia, le operazioni si complicano. Serve, infatti, un pizzico d’attenzione in più, per evitare danni accidentali durante la procedura.

Il primo passaggio è quello di passare la superficie con un panno lievemente inumidito, così da raccogliere i residui più evidenti. Si procede delicatamente, senza premere troppo, poiché la rete potrebbe strapparsi. Per le zone più difficili da raggiungere, come negli angoli, utile sarà anche ricorrere a un pennellino. Terminata questa prima fase, si effettua un nuovo passaggio con una spugnetta imbevuta di acqua e sapone di Marsiglia, sempre con molta delicatezza. Qualora le finestre si affacciassero sulla strada, o vi fosse il rischio di far cadere inavvertitamente sporco e detriti sui passanti o sui balconi degli altri inquilini, si può pensare di effettuare l’operazione a tapparella chiusa.

In alternativa, un’ottima soluzione potrebbe essere quella di utilizzare il vapore, tramite l’apposito bocchettone a spruzzo per l’erogazione in verticale. Ideale per le zanzariere in metallo, mentre per quelle in plastica, soprattutto se di bassa qualità, è meglio verificarne preventivamente la resistenza.

6 settembre 2015
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento