Fango incrostato, residui di chewing-gum, annerimento dovuto all’asfalto o allo smog: mantenere le scarpe pulite è davvero un’impresa ardua, soprattutto in città. Quali sono i metodi più economici, e possibilmente naturali, per riportare ogni tipo di scarpa all’antico splendore?

L’universo dei rimedi della nonna è ricco di soluzioni per ogni tipo di scarpe, in particolare nei casi di vera e propria emergenza. I vantaggi potrebbero essere molteplici: dal risparmio economico, poiché gran parte degli ingredienti si trovano in credenza, all’impiego di prodotti più amici dell’ambiente. Naturalmente prima di lanciarsi nella sperimentazione è necessario leggere a fondo le etichette, soprattutto per calzature in materiali pregiati, così da non rovinarne l’aspetto.

Scarpe in tela o cotone

Le scarpe in tela o in cotone sono, fra le centinaia di calzature disponibili, quelle più facili da lavare. A seconda delle indicazioni del produttore, è molto probabile possano essere inserite in lavatrice o trattate nel normale bucato a mano. Si raccomanda, tuttavia, di verificare la consistenza della suola: la gomma può resistere facilmente all’elettrodomestico, mentre cuoio o juta – il caso classico è quello delle espadrillas – potrebbe danneggiarsi.

Qualora si optasse per il lavaggio a mano o in lavatrice, è buona norma pulire la suola con un panno in microfibra imbevuto in una soluzione di acqua calda e sapone di Marsiglia, affinché i residui sedimentati vengano agilmente rimossi. Se si preferisse il rimedio naturale, le soluzioni sono a portata di mano. Per le parti in gomma, ad esempio il bordino bianco di una scarpa da tennis, basterà sempre acqua calda e sapone di Marsiglia, ma anche acqua e aceto. Per il tessuto, tutto dipende dal colore e dalla sua resistenza. Di norma si prende un panno morbido imbevuto sempre di sapone, da strofinare sulle macchie più scure. Ma anche aceto, dall’effetto anche ammorbidente, oppure una blanda crema d’acqua e bicarbonato da applicare sulle tinte chiare. Se possibile, si verifichi sempre la resistenza del colore su una parte nascosta delle calzature.

Scarpe in vernice, pelle e similpelle

Le scarpe in vernice tendono a sporcarsi facilmente, perdendo quell’aspetto brillante del primo acquisto. Tra i metodi della nonna più diffusi, un semplice batuffolo di cotone immerso in un po’ di latte: secondo molti, si tratta di un sistema efficace per dire addio all’opacità. Naturalmente, anche in questo caso meglio verificare la resistenza su una parte nascosta della calzatura, così da evitare brutte sorprese.

Anche le scarpe in pelle si deteriorano con il tempo. Non solo assumendo quell’aspetto vissuto, anche se molto spesso gradevole alla vista, soprattutto scurendosi o perdendo luminosità. Il ritrovato naturale ideale potrebbe essere l’aceto di vino bianco, da aggiungere in piccole dosi su un angolo di un panno molto morbido, quindi scegliendo una parte nascosta per saggiarne l’effetto. Qualora si fosse soliti preferire calzature cruelty-free, quindi in pelle ecologica o sintetica, potrebbe bastare anche solo un panno immerso in acqua tiepida per le macchie più ostinate.

Scarpe scamosciate

Le scarpe scamosciate, anche in versione cruelty-free, possono risultare particolarmente complesse da pulire, poiché lo sfregamento potrebbe rovinarle. Per calzature scurite da polvere e smog, può bastare tamponare con un panno morbido inumidito con acqua calda o, in alternativa, fare la stessa operazione con della mollica di pane. Questo rimedio, molto diffuso in Rete, pare che permetta di rimuovere polvere e altri residui, anche se sui risultati è sempre meglio affidarsi alla cautela in relazione al tipo di scarpa. Per sporco più intenso, invece, si può procedere con acqua e un sapone molto neutro, come quello di Marsiglia, da tamponare sempre sulla superficie e lasciare asciugare lentamente. Sembra che il segreto sia quello di non effettuare mai movimenti bruschi sulla superficie, ad esempio circolari, bensì tamponare solo dove vi è un effettivo bisogno.

25 aprile 2015
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