I lampadari, soprattutto se molto complessi o antichi, sono una delle parti della casa più difficili da pulire. Poco facili da raggiungere, spesso dotati di gocce, anche la sola impresa di rimuovere la polvere può comportare molta fatica. Esistono dei detergenti naturali che possano facilitare questo compito?

La pulizia del lampadario con rimedi naturali o metodi della nonna dipende molto non solo dalla forma dello stesso ma, ovviamente, anche dai materiali utilizzati. In genere, le plafoniere sono in vetro, mentre i lampadari più antichi prevedono una struttura in ottone con gocce di cristallo. Di seguito, qualche consiglio utile, a partire dalla sicurezza.

Operazioni preliminari di sicurezza

Quando ci si appresta a pulire apparecchiature elettriche, come facile comprendere, la sicurezza non è mai troppa. Il primo passo da compiere, perciò, è quello di disattivare l’energia elettrica dal quadro centrale: di norma, vi è un apposito interruttore posto sul salvavita.

Momentaneamente rimossa l’elettricità, si deve procedere secondo due modalità. Alcuni tipi di lampadario, come le plafoniere moderne, possono essere facilmente sganciate dalla loro sede. Lampadari a braccio, a candela o a goccia, invece, più raramente possono essere staccati dal soffitto, quindi sarà necessario armarsi di scala. Questa operazione, per quanto banale, potrebbe comportare dei rischi: ci si assicuri sempre che la tenuta sia stabile e, se possibile, si coinvolga una seconda persona per minimizzare le possibilità di caduta.

Rimossa la lampadina, se necessario, il primo passo è quello delle polveri: con un panno morbido, meglio se in microfibra, si rimuove tutta la polvere in eccesso. Per risultati migliori, si può optare per qualche piccolissima goccia di tea tree oil direttamente sul panno, attendendo però la piena asciugatura del prodotto prima di riattivare la corrente.

Vetro e cristallo

La pulizia delle parti in vetro o cristallo del lampadario, per quanto ripetitiva qualora si dovessero gestire decine di gocce, è mediamente semplice. L’alleato in questo caso è l’aceto, da utilizzare diluito con acqua tiepida: oltre che a rimuovere efficacemente le incrostazioni, riporta il vetro alla sua naturale luminosità.

Per plafoniere in vetro rimovibili dalla loro sede, si può pensare a un breve periodo d’ammollo, in una vaschetta o nel lavandino della cucina. Dopo aver rimosso lo sporco più evidente direttamente sotto il flusso dell’acqua calda, a media temperatura, si versano un paio di cucchiai d’aceto ogni due litri d’acqua. Si lascia in ammollo per una decina di minuti, anche più se desiderato, quindi si sciacqua con acqua e si asciuga il tutto con un panno in microfibra, per non creare aloni. Attenzione, però, qualora il vetro fosse decorato: si verifichi la resistenza del colore in una parte nascosta dello stesso. Di norma il cerchio superiore, quello che sarà poi a contatto con il soffitto e quindi non direttamente visibile.

Per la pulizia delle parti in cristallo, come le gocce, bisogna procedere direttamente sul lampadario, perché di rado possono essere smontate. Se questo fosse il caso, il primo passaggio è quello di utilizzare un panno in microfibra leggermente inumidito in acqua tiepida, passando delicatamente su ogni singola goccia, con un movimento dall’alto verso il basso. Questo aiuterà ad ammorbidire lo sporco incrostato, nonché a rimuovere i residui di polvere. Dopodiché, si prende un nuovo strofinaccio e lo si immerge nella solita soluzione di acqua e aceto: dopo averlo strizzato a dovere, l’operazione sopra elencata si ripete. L’aceto renderà ogni singola goccia più brillante. In caso di gocce decorate, con effetti fumé oppure serigrafie, buona norma è sempre testarne la resistenza.

Ottone e parti tessili

Le parti in ottone del lampadario, soprattutto se molto articolate, richiedono una certa pazienza. Innanzitutto, sarà necessario rimuovere tutta la polvere, sia aiutandosi con un panno in microfibra che anche con l’aiuto di un vecchio spazzolino da denti, soprattutto fra decorazioni in rilievo e altre scanalature. Per la pulizia, anche per rimuovere l’opacità dovuta all’ossidazione, si può invece approfittare di un composto con acqua tiepida e un cucchiaio di succo di limone o, in alternativa, sempre all’aceto. Anche in questo caso sarà necessario valutare la resistenza su una parte nascosta della struttura. Questo metodo può tornare utile anche con altri metalli, come l’acciaio.

Per le eventuali parti tessili del lampadario, ad esempio paralumi, si deve verificare prima il materiale utilizzato. Lino e cotone non danno generalmente problemi, soprattutto se smontabili: possono essere facilmente lavati a mano. Per carta di riso, feltro o qualsiasi altro tessuto difficilmente rimovibile, si proceda semplicemente con un panno lievemente imbevuto di acqua, appena umido, per rimuovere la polvere. Questo perché quantitativi più elevati di liquido potrebbero lasciare aloni o creare macchie.

12 aprile 2015
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