Non vi è forse niente di più complesso quanto riportare gli strofinacci all’antico candore, soprattutto dopo una sessione intensa di pulizie. Questi immancabili strumenti per la casa, infatti, subiscono il contatto con le superfici più sporche, diventando spesso inutilizzabili. Esistono, tuttavia, dei rimedi fai da te per recuperare gran parte di panni e stracci, senza necessariamente ricorrere alla candeggina o altri prodotti commerciali?

La pulizia degli strofinacci è molto importante, sia per garantire un successivo uso senza residui, che per eliminare germi e batteri raccolti nello sporco. La già citata candeggina, naturalmente per panni bianchi, è forse il metodo più diffuso e conosciuto per garantire il massimo dell’igiene. Ma anche la dispensa può fornire utili rimedi, per buoni risultati.

Prelavaggio

Riportare all’antico splendore uno strofinaccio, in particolare dopo aver raccolto la polvere o pulito il pavimento, non è operazione da un colpo solo, soprattutto in caso si volessero utilizzare rimedi fai da te. Il primo passo, perciò, è quello di un adeguato prelavaggio, per rimuovere i detriti più intensi. Ovviamente bisognerà vagliare il tessuto scelto nonché il colore, quindi la loro resistenza alle alte temperature.

Un buon primo passaggio per rimuovere lo sporco dai panni è un risciacquo intenso con acqua molto calda, meglio se a spruzzo: la pressione contribuirà a distaccare i residui più evidenti, come agglomerati di polvere, peli di animali e capelli. Dopodiché, si ricorre al sempreverde sapone di Marsiglia. Dopo aver inumidito lo strofinaccio, si passa sulla superficie il detergente, sfregando con la classica saponetta rettangolare fino a formare una sottile crema. Si lascia quindi riposare per una decina di minuti e si immerge il tutto in acqua calda per altri trenta, prima di passare al lavaggio vero e proprio.

Aceto, bicarbonato e Tea Tree Oil

Effettuato il prelavaggio, lo straccio potrebbe comunque risultare ancora mediamente sporco o, comunque, ingrigito dall’esposizione alla polvere. Un primo ritrovato utile è di certo l’aceto: oltre a stimolare il distacco dei residui dalle fibre del panno, in particolare quelli in cotone, esprime un buon effetto igienizzante. A seconda della resistenza del tessuto, potrà essere versato direttamente sulle macchie oppure diluito in acqua calda. In una bacinella, si versi una tazza da caffè ogni litro d’acqua e si lasci in ammollo per circa trenta minuti, muovendo di tanto in tanto. Si procede quindi con il normale risciacquo e, se desiderato, con un passaggio in lavatrice ad alte temperature.

Anche il bicarbonato offre la possibilità di separare facilmente lo sporco dalle fibre. Può essere utilizzato disciolto in acqua calda, sempre con un procedimento a immersione, oppure è possibile realizzare una blanda crema, da lasciare in posizione per circa una trentina di minuti. Anche in questo caso, si procede con il normale risciacquo e, se necessario, con il classico ciclo in lavatrice ad alte temperature.

Una buona idea per aumentare l’igiene della procedura, nonché stimolare un buon profumo di pulito, è ricorrere al Tea Tree Oil. È sufficiente versarne qualche goccia sullo strofinaccio prima della pulizia o, in alternativa, versarla nell’acqua di immersione. Il Tea Tree Oil pare esprima delle blandi doti disinfettanti, soprattutto in termini di eliminazione degli acari.

Rimane doveroso specificare, tuttavia, come non tutti i panni possano essere recuperati dopo una sessione di intense pulizie: quando troppo impregnati, è forse il caso di valutare l’eventualità di una sostituzione. A ogni modo, non si dimentichi l’importanza dell’acqua calda, perché molti germi e batteri non resistono alle alte temperature.

19 settembre 2015
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