Liberare dai rifiuti e liberare dalle barriere. È questo il messaggio che quest’anno vuole lanciare Legambiente, associazione ambientalista che ogni anno, dal 1993, organizza, nel mese di settembre “Puliamo il mondo”, la nobile iniziativa con la quale si vogliono sensibilizzare giovani e meno giovani, alla tutela e alla cura del nostro territorio e dell’ambiente in generale.

Una sensibilizzazione che quest’anno va al di là dell’amore per la natura e la bellezza ed entra nel territorio dei diritti, dell’integrazione e dell’accoglienza. Sono questi i temi fondamentali che l’associazione ha pensato dovessero essere portati nelle piazze, nei parchi, lungo i fiumi e sulle spiagge del nostro Paese come alternativa ad una chiusura a livello internazionale, che secondo Legambiente non è la soluzione.

Puliamo il mondo anche quest’anno vanta il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Ministero dell’Istruzione, di UPI (Unione delle Province d’Italia) e di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Un risultato, in termini di partecipazione, davvero entusiasmante. Rossella Muroni, presidente Legambiente, ha commentato soddisfatta:

È necessaria la collaborazione di tutti: cittadini, istituzioni, associazioni. Anche quest’anno le adesioni sono state numerose e, dopo l’eccellente risultato conseguito nel 2015 con oltre 4 mila aree distribuite in 1.700 comuni, ripulite grazie alla partecipazione di più di 600 mila cittadini, puntiamo sempre a fare di meglio, grazie anche alla straordinaria adesione di tante organizzazioni che hanno condiviso il nostro obiettivo.

Dal 23 al 25 settembre bambini, alunni, genitori, volontari, immigrati, rifugiati, diversamente abili, saranno presenti in moltissimi luoghi che hanno bisogno di attenzione, di cura e di essere valorizzati. Tutti potranno dare il loro contributo per fare dell’Italia un Paese più accogliente. Muroni spiega a tal proposito:

Puliamo il mondo vuole essere un momento di positiva collaborazione finalizzata alla rimozione dei rifiuti e alla valorizzazione dei centri urbani come delle periferie, ma anche e soprattutto alla rimozione delle barriere fisiche e culturali che possono limitare la vita dei cittadini diversamente abili o delle comunità di immigrati, al fine di promuovere la convivenza tra le persone e la valorizzazione degli aspetti sociali e culturali positivi che il fenomeno dell’integrazione comporta.

Per questa edizione però hanno aderito anche un nutrito numero di associazioni, organizzazioni e aziende, impegnate nei più diversi settori:

  • COSPE (COoperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti) – da più di 30 anni si impegna con 150 progetti nel mondo, per lo sviluppo equo e sostenibile e il rispetto dei diritti umani.
  • Slow Food – associazione internazionale no profit che lavora per ridare il giusto valore al cibo, rispettando chi lo produce, in armonia con l’ambiente.
  • Touring Club Italiano – associazione no profit che da più di 100 anni si occupa di turismo, cultura e ambiente, cercando di promuoverne una fruizione rispettosa.
  • Erasmus Student Network – si occupa della mobilità per studenti e giovani lavoratori, anche stranieri o in Paesi stranieri secondo modelli di integrazione e collaborazione.
  • ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana) e ARCI Servizio Civile
  • ANAS (Associazione Nazionale di Azione Sociale) – un insieme di associazioni culturali e sportive presente su tutto il territorio nazionale.
  • Libera – coordinamento di oltre 1.500 associazioni, gruppi, scuole e varie realtà impegnate nel loro territorio nella lotta per la legalità, contro le mafie.
  • Gruppo Abele Onlus – associazione fondata a Torino nel 1965 da Don Luigi Ciotti. Lavora ogni giorno per introdurre l’accoglienza delle persone all’interno del mondo della cultura e della politica.
  • ANCeSCAO (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti)
  • Croce Rossa Italiana – anch’essa si è impegnata negli anni per eliminare discriminazioni e pregiudizi. Negli ultimi anni è stato importante il suo contributo nella lotta e nella sensibilizzazione riguardo ai cambiamenti climatici e agli effetti che possono avere sull’uomo.
  • Osservatorio carcere dell’Unione delle Camere Penali – monitora le carceri italiane da circa 10 anni.
  • Unione delle Comunità Islamiche – contributo religioso da parte di molte associazioni che ne fanno parte.

16 settembre 2016
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