Pulcini rosa, gialli, blu, verde limetta e fucsia. È questa l’ultima mania internazionale per Pasqua: regalare un pulcino dalle piume tinte. Una pratica che, per quanto fashion, sta sollevando moltissime polemiche, soprattutto da parte degli animalisti.

Sebbene la colorazione di animali sia illegale in molti stati mondiali, la pratica ha visto un incremento negli ultimi anni, data la semplicità dell’operazione. Per tingere un pulcino, infatti, vi sono due modalità: la prima è iniettare del colore direttamente nell’uovo, la seconda è sottoporre l’animale a un getto colorato poco dopo la nascita. La tintura sparisce da sé entro quattro settimane e, secondo i produttori, si tratterebbe di una pratica innocua per gli animali.

Lo stesso, però, non vale nelle opinioni degli animalisti: la procedura è sicuramente stressante per i piccoli pulcini, che arrivano addirittura a ingerire parti del composto colorato. E, ovviamente, non è dato ben sapere cosa succeda a questi pennuti multicolor una volta cresciuti e diventati polli e galline: sarebbero in tantissimi, infatti, i padroni di pulcini che se ne liberano al primo cambio di piumaggio. Il problema, oltre alla possibile tossicità dell’intera operazione, è proprio l’uso improprio che si fa di questi animali, trasformandoli in semplici giocattoli dai toni accesi da dimenticare non appena risultano poco graditi, proprio come a una bambola dalla batterie scariche. E non è tutto, perché oltre alla pratica della tinta, questi pulcini fluo vengono spesso rinchiusi in uova di cioccolato, costretti per ore – se non giorni – in spazi angusti e senza alimentazione.

Saranno pure piacevoli alla vista, ma alla base di un pulcino blu può esserci solo la stupidità umana, quella purtroppo incolore.

2 aprile 2012
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