La pubalgia è un disturbo che interessa le parti molli dell’organismo umano. Muscoli e tendini particolarmente sollecitati possono esserne vittime, nello specifico a soffrirne è la muscolatura presente nell’area addominale, nelle cosce e quella dell’area pubica.

A soffrire di pubalgia sono per lo più gli sportivi o coloro che svolgono una frequente e intensa attività fisica. Il dolore si concentra, almeno in fase iniziale, nella zona pubica, per poi espandersi con il progredire del disturbo anche alla coscia e in alcuni casi anche alla regione retropubica.

Cause della pubalgia

Le possibili cause della pubalgia sono molte, classificate come addirittura 72. Queste sono generalmente ricondotte a tre categorie principali: Sindrome retto-adduttoria, Sindrome Sinfisiaria e Sindrome della guaina del retto femorale. Le prime due fanno riferimenti a microtraumi ripetuti mentre la terza è invece legata al particolare gesto compiuto dai giocatori di calcio al momento di prepararsi a colpire il pallone:

  • Sindrome retto-adduttoria – Il dolore si manifesta in seguito a una serie di microtraumi occorsi alla muscolatura della coscia e a quella addominale;
  • Sindrome Sinfisiaria – I microtraumi responsabili della pubalgia interessano in questo caso i muscoli adduttori. Si generano in caso di mancato bilanciamento dell’allungamento muscolare tra i due arti, rendendo così instabile l’equilibrio muscolare del bacino e portando a un cedimento muscolare in corrispondenza della sinfisi;
  • Sindrome della guaina del retto femorale – Si tratta in questo caso di un’anomala gestione della muscolature addominale, che viene così sollecitata in maniera eccessiva portando a uno stiramento muscolare con compressione nervosa a nervo muscolocutaneo.

Tale schematizzazione è stata in seguito rivisitata da Benazzo e colleghi, che hanno individuato 3 differenti gruppi:

  • Gruppo I – Tendinopatia inserzionale degli adduttori e/o degli addominali, con possibile associazione a osteoartropatia della zona pubica, di origine microtraumatica;
  • Gruppo II – Anomalie del tendine congiunto, Ernia inguinale vera, Debolezza della parete posteriore del canale inguinale;
  • Gruppo III – Distrazione o rotture dell’ileopsoas, Lesioni ossee, Sindrome da compressione nervosa.

Esercizi utili

Uno degli esercizi utili in caso di pubalgia è la posizione Yoga della farfalla. Si parte da seduti, con la schiena dritta e le gambe piegate. I piedi sono posti a contatto tra loro con la pianta e le caviglie tenute con le mani, mentre i talloni toccano terra.

Senza spingere con forza verso il basso, ma limitandosi a rilassare gli arti, le ginocchia vengono fatte oscillare simulando appunto il battito d’ali di una farfalla. Il movimento delle ginocchia va ripetuto per dieci volte, mentre la posizione mantenuta per circa due minuti.

Un secondo esercizio prevede l’utilizzo di un asciugamano o di un tessuto di lunghezza pari a quella delle gambe o poco meno. Questo perché si passa dalla posizione iniziale, sdraiati sulla schiena con gambe e braccia distese, al piegamento del ginocchio al petto della gamba interessata e la successiva distensione verso l’alto dell’arto.

Il movimento dovrà avvenire così. Una volta piegato il ginocchio al petto si posizionerà il panno sull’estremità del piede, poco sotto le dita, così da assicurare un’azione tirante durante la fase di distensione della gamba. Chi riesce a toccare la punta del piede con le mani può fare a meno del panno. Da ripetere per 10 volte, rilassando la respirazione ed eseguendo movimenti dolci e senza fretta.

In alternativa tale effetto si può ottenere partendo da seduti, con una gamba piegata come per eseguire la posizione della farfalla, mentre l’altra sarà distesa. Inclinare il busto in avanti fino a toccare a tirare la punta del piede, in maniera analoga a quanto accade per l’esercizio precedente. Allo stesso modo potrà essere utilizzato, qualora non si riuscisse a toccare i piedi con le mani, un asciugamano.

Sempre da seduti è possibile effettuare un nuovo esercizio. Dalla posizione di partenza, seduti con gambe distese in avanti, si piegherà una delle due gambe all’indietro di modo che la pianta del piede vada a contatto con il fianco.

A questo punto si inclinerà il busto all’indietro, volgendo però dal lato della gamba tenuta in posizione distesa. Il tutto in maniera leggera e fermandosi non appena si avvertiranno le prime tensioni, aumentando gradualmente col tempo l’inclinazione. Una volta trascorso un minuto ripetere con l’altra gamba.

Infine è possibile ricorrere ad un esercizio che stimoli i muscoli adduttori e addominali. Sdraiati a gambe distese si solleveranno gli arti inferiori e si terrà la posizione più a lungo possibile, poggiando poi le gambe di nuovo a terra quanto più dolcemente possibile. Nei casi più gravi è consigliato appoggiare le gambe alla parete, così da ridurre l’arco disegnato con i piedi e alleggerire di conseguenza il carico per i muscoli.

Gli esercizi appena descritti potrebbe risultare indicati soltanto per alcune delle possibili cause alla base della pubalgia. È opportuno quindi un consulto preventivo, come indicato per qualsiasi attività di recupero psicofisico, con il proprio medico curante.

6 giugno 2014
I vostri commenti
ercole, domenica 29 marzo 2015 alle20:12 ha scritto: rispondi »

salve, ho 45 anni , scrivo da udine..ho sempre fatto sport(calcio..principalmente..) e soffro ormai da anni di disturbi riconducibili alla pubalgia(dolori inguinali-basso ventre, glutei, perineali)...ma solo da pochi mesi ( dopo l'ennesima ricaduta..) ho scoperto che la genesi dei miei problemi e' da ricondurre ad un problema di conflitto femoro-acetabolare di tipo cam..dopo le varie visite di rito (anche da specialista "luminare" a bologna) mi dicono che non posso piu' operare in artroscopia e che ho le cartilagini ormai molto deteriorate, come anche la sinfisi pubica.Di fare protesi non se ne parla x adesso e mi hanno prescritto delle inezioni di acido ialuronico e se non giova infiltrazioni di cellule mesenchimali, poi nei prossimi 6-12 mesi vediamo come risponde il mio fisico ..onestamente non so cosa pensare.. ma vorrei continuare a fare un po' di sport..quindi mi chiedevo se qualcuno mi puo' aiutare nel suggerirmi eventuali esercizi (quelli menzionati in questa pagina non credo possano essere praticati.. se ho il problema alle anche..)che potrei fare ..anche per migliorare la mia situazione degenerativa dei capi ossei articolari della sinfisi pubica..(purtroppo ho seri problemi anche a rimanere molto seduto su una sedia anche provvista di cuscino e relativamente morbida..) sarei molto grato a chi potesse inoltrarmi suggerimenti in merito.. saluti

amalatuaschiena.it, martedì 10 giugno 2014 alle11:32 ha scritto: rispondi »

Gli esercizi proposti possono andare bene per distendere un po' la muscolatura interna e posteriore della gamba, ma non sono sufficienti a risolvere il problema. Bisogna capire in quale quadro posturale si inserisce la pubalgia e trattare lo squilibrio globale della persona, valutare se muscoli e lagamenti della zona sono accorciati e dolenti e trattarli in modo specifico. Consiglio pertanto una seria valutazione posturale da un fisioterapista specializzato.

Laura, venerdì 6 giugno 2014 alle11:21 ha scritto: rispondi »

Chiedo gentilmente,se fosse possibile...avere dei consigli sia alimentari che di esercuizi (ginnastica ecc. ) per rimettere su qualche kg. GRAZIE

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