La giovane vita del cane Marley non deve essere stata facile: nonostante i suoi 9 mesi di età, il piccolo di razza American bulldog ha subito abusi e violenze fisiche. Il suo precedente proprietario lo costringeva a bere vino e fumare cannabis, ovviamente contro il volere del cane stesso. Solo l’intervento compassionevole di un vicino ha strappato il cucciolo dalle grinfie del carnefice. Il cagnolino è stato quindi condotto presso il centro di recupero e soccorso Freshfields, a Liverpool in Inghilterra. Debbie Hughes, fondatrice della struttura, ha preso in cura l’animale aiutandolo a superare i momenti bui della breve esistenza.

I terribili abusi fanno parte dell’ultimo tratto della vita di Marley, nessuno è ha conoscenza dei fatti precedenti e delle presunte violenze subite. Come ha potuto constatare lo staff, il cane presenta anche alcune bruciature sulla pelle, che gli hanno corroso momentaneamente il pelo. Nonostante tutto, il piccolo dimostra la sua vivacità e la fiducia nei confronti del genere umano. Dopo un minuto di osservazione non esita a gettarsi tra le braccia di chi gli dimostra interesse a affetto, per ricevere carezze e giocare.

Come sostiene la stessa Debbie Huges non è aggressivo nei confronti dei suoi simili, per lui sarebbe perfetta una soluzione casalinga con altri cani e ragazzi adolescenti. Vista la sua esuberanza e gioia ama giocare e correre, nonostante il passato ripone nell’uomo la speranza di una vita migliore. Le condizioni di abuso e violenza purtroppo non sono così rare, gli animali cadono spesso vittime di pestaggi, crudeltà oppure vengono impiegati per combattimenti clandestini. In alcuni posti permane l’idea errata che un cane sia un oggetto, che non abbia bisogno di cure veterinarie e di attenzioni. Equiparando il suo ruolo a quello di un giocattolo, di una presenza, senza considerare l’animo e l’indole dell’animale e la sua incredibile sensibilità. Le violenze e gli abbandoni incidono sull’emotività dello stesso che cade addolorato, non comprendendo il gesto e sentendosi ingiustamente colpevole.

30 luglio 2015
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