Per i primi sei mesi, il latte materno rappresenta l’alimento ideale per un bambino, non solo per ragioni di ordine pratico e strettamente nutrizionale. Oltre a essere gratuito e perfettamente formulato per rispondere alle esigenze alimentari di un neonato, il latte di mamma è anche il cibo ecofriendly per eccellenza: zero imballaggi, zero sprechi, zero consumi per riscaldare, conservare, preparare. E poi, naturalmente, è a chilometri zero (anzi, a metri zero, per essere precisi).

Salvo diversa indicazione da parte del pediatra, pertanto, via libera all’allattamento al seno fino ai sei mesi compiuti, come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Raggiunta quest’età, poi, è possibile partire con lo svezzamento, tenendo presente che rappresenta una fase essenziale per lo sviluppo del bambino. Oltre a familiarizzare con gli alimenti solidi, infatti, i più piccoli ricevono una fondamentale educazione ai sapori proprio in questo delicato periodo della loro prima infanzia.

Proporre una dieta varia ed equilibrata, quindi, è importante sono solo per aiutare il bambino a crescere sano e forte, ma anche per consentirgli di diventare un adolescente e poi un adulto capace di alimentarsi in modo corretto. Via libera, dunque, ad alimenti naturali, il più possibile privi di additivi e preparati con tecniche di cottura semplici e rapide.

Un consiglio sempre valido, in quest’ottica, è quello di cominciare lo svezzamento con la frutta, grattugiata o cotta al vapore e poi frullata. Si può partire col proporre mela e pera, digeribili e generalmente ben tollerate, per poi introdurre, gradualmente e dietro consiglio del medico, banane, pesche e frutta di stagione.

In alternativa ai frutti freschi si può optare per prodotti già pronti, possibilmente biologici e in ogni caso privi di zuccheri aggiunti o di altri dolcificanti. Oltre a fornire calorie “inutili”, una simile aggiunta finirebbe con l’abituare il bambino a un sapore artificiale, distogliendolo dal gusto naturale della frutta.

Stesso discorso per il sale, che non andrebbe mai messo nelle pappe dei più piccoli. Gli alimenti, infatti, ne contengono già una dose sufficiente e il gusto dei bambini, se è vero che ha una certa predilezione innata per i sapori dolci, non “ricerca” istintivamente il salato. Meglio dunque evitare che i piccoli si abituino a un’overdose di cloruro di sodio, preferendo magari, ma solo per i bimbi più grandicelli, l’aggiunta di spezie per insaporire le pietanze.

Per quanto riguarda la scelta di verdure e carni, è proprio il caso di dirlo, non c’è una ricetta unica: si può optare per la preparazione domestica delle pappe, impiegando prodotti freschi acquistati da un venditore di fiducia, oppure orientarsi verso cibi già pronti, purché, come detto, abbiano una formulazione quanto più semplice possibile. In entrambi i casi, il biologico rappresenta una delle opzioni migliori, mentre la cottura al vapore è un ottimo sistema di preparazione per chi sceglie il fai da te, che rimane comunque il mezzo migliore per ridurre la produzione di rifiuti e puntare su ingredienti a chilometri zero.

In ogni caso, comunque, l’introduzione dei diversi alimenti deve avvenire gradualmente, per dare il tempo al bambino di abituarsi al nuovo regime e per avere il tempo di individuare eventuali allergie. Di solito, i pediatri suggeriscono di cominciare con un brodo a base di verdure poco “problematiche” come carote, patate e zucchine, cui aggiungere una carne magra e uno o più cereali (crema di riso, di mais o di tapioca, ad esempio).

Per legumi, carne rossa e glutine (pastina, pane, semolino, etc) è meglio attendere qualche mese, affidandosi sempre ai consigli del pediatra, mentre i cibi più allergizzanti, come l’uovo, il latte vaccino convenzionale e determinati frutti dovrebbero essere introdotti dopo il compimento dell’anno. Una diversa scuola di pensiero, in realtà, suggerisce di proporre questi alimenti al bambino mentre è ancora allattato al seno, perché questo sembrerebbe ridurre il rischio di allergie: l’ideale, in questi casi, è documentarsi e parlare col proprio medico di riferimento.

Via libera, infine, anche allo svezzamento vegetariano, a patto che sia effettuato sotto controllo medico e con l’eventuale integrazione dei nutrienti che potrebbero risultare carenti.

19 febbraio 2014
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I vostri commenti
Silvana Santo, martedì 6 maggio 2014 alle10:20 ha scritto: rispondi »

Ciao Greta. Puoi provare con un passato di verdure fatto in casa, comincia con patata, carota e zucchina (lessi le verdure, poi conservi il brodo e frulli le verdure) e poi aggiungi via via una verdura alla volta (lattuga, cipolla, bietola, spinaci etc), dando il tempo a tua figlia di "assimilare" ogni volta il nuovo ingrediente. Per i cereali, puoi sciogliere nel brodo delle farine di riso o di mais e tapioca, meglio se biologiche (volendo, puoi anche preparare la farina di riso in casa). Poi ci aggiungi il passato, olio di oliva e servi. Per introdurre parmigiano e glutine chiedi al pediatra (in generale, attieniti sempre alle sue indicazioni!). Buona fortuna!

Greta RAffaelli, lunedì 5 maggio 2014 alle13:26 ha scritto: rispondi »

La mia bambina ha compiuto ieri 5 mesi, da un mese abbiamo iniziato con pappine di frutta tutte le mattine, e devo dire che e' una ghiottona, vorrei aggiungerli i ceresli e le verdure come mi consigli di fare?

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