Prolattina: valori di riferimento per uomo e donna

La prolattina è un ormone secreto dall’ipofisi, la ghiandola localizzata alla base del cranio che, generando questa proteina, interviene nella regolarizzazione della produzione del latte materno dopo il parto. Questa sostanza non è tuttavia presente solo nell’organismo femminile, infatti anche nell’uomo la produzione di prolattina è attiva sebbene in modo molto limitato.

In condizioni diverse dal post partum, inoltre, anche la donna produce prolattina in piccole quantità e l’organismo è in grado di regolarne il rilascio nel sangue grazie all’azione della dopamina, un altro ormone caratterizzato da una funzione inibitoria.

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La produzione di prolattina diventa quindi fondamentale soprattutto al fine di favorire l’allattamento al seno, pertanto i suoi livelli subiscono un incremento già nel corso della gravidanza impedendo nel contempo la comparsa delle mestruazioni.

Funzioni della Prolattina

Valori alti e bassi della Prolattina

La principale funzione della prolattina riguarda l’allattamento materno, consentendo la produzione di latte dopo il parto da parte delle ghiandole mammarie. Affinché questo avvenga, tuttavia, i livelli di quest’ormone devono aumentare in modo adeguato, mentre valori molto bassi possono limitare la lattazione.

La prolattina interviene anche sul ciclo mestruale, sulla maturazione del seno e sul sistema immunitario, sul metabolismo e sul comportamento sessuale: questi ultimi aspetti coinvolgono sia il genere maschile sia quello femminile, tanto che nel primo un aumento della secrezione può compromettere l’azione del testosterone e generare disturbi che riguardano da vicino la libido e la capacità di procreare.

Valori di Riferimento della Prolattina

Valori della Prolattina

Per definire i valori della prolattina è necessario sottoporsi a un comune prelievo del sangue, facendo poi riferimento ai livelli segnalati da ciascun laboratorio per verificarne i quantitativi e sottoporre l’esito del test al proprio medico o al ginecologo di fiducia. In generale, i valori ritenuti normali sono:

  • 2-29 ng/ml (nanogrammi per millilitro) per le donne non in gravidanza;
  • 10-209 ng/ml per le donne incinta o subito dopo il parto;
  • 2-18 ng/ml per gli uomini.

In caso di mancato allattamento successivo alla nascita di un figlio, i livelli della prolattina sono destinati a scendere progressivamente nell’arco del trimestre successivo. Si tratta di un’analisi che, tuttavia, può risultare sfalsata a causa di alcuni fattori che intervengono modificando i valori ematici dell’ormone: si parta dello stress, di un eccessivo sforzo fisico, del sonno, di una condizione di ipoglicemia o in conseguenza di un rapporto sessuale.

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Solitamente, il medico consiglia di sottoporsi al controllo della prolattina in presenza di alterazioni al ciclo mestruale o quando si produce una quantità eccessiva di latte, anche in assenza di allattamento al seno, così come nel corso delle indagini volte a escludere problemi di fertilità. Il test è anche indicato se si sospetta la presenza di un prolattinoma all’ipofisi, oppure nell’uomo quando si è attestata una produzione di testosterone inferiore ai livelli di guardia.

Prolattina bassa e alta

Quando il copro produce prolattina in quantità eccessive si parla di iperprolattinemia, una condizione più comune rispetto all’ipoprolattinemia che si caratterizza invece per livelli insufficienti.

Dietro una iperprolattinemia, che può riguardare entrambi i sessi anche in assenza di gravidanza, possono celarsi un prolattinoma, l’assunzione prolungata di alcuni tipi di farmaci, una condizione di ipotiroidismo e disfunzioni epatiche, ma anche disturbi del sonno e particolari condizioni di stress.

20 luglio 2018
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