Una delle scommesse per il futuro è quella di trovare metodi per ottenere energia e materie prime a prezzi sempre più bassi, in maniera eco-friendly e possibilmente senza la necessità di immettere nel sistema alte quantità di energia elettrica esterne. Tutto il successo mediatico dell’E-Cat, ad esempio, si basa proprio sulla promessa di produrre energia quasi “gratuitamente”.

Un’istanza simile sembra guidare Bruce E. Logan e Younggy Kim, ricercatori dell’Università della Pennsylvania. Materia della loro indagine è trovare un modo per produrre idrogeno senza dovere utilizzare energia elettrica. Un bel problema a prima visto che il processo prevede classicamente l’uso dell’elettrolisi.

L’idea dei due però è semplice quanto geniale: utilizzare i batteri delle acque reflue e l’energia da loro prodotta durante i processi di decomposizione. In pratica sarebbe stata costruita una cella di elettrolisi microbica (MEC), capace di sfruttare l’elettrodialisi inversa o RED (reverse-electrodialysis), processo che si fonda esclusivamente sula differenza fra acqua salina e acqua dolce, per innescare il tutto.

Se gli esperimenti dovessero andare a buon fine, si potrebbe installare una cella capace di creare idrogeno in qualsiasi luogo con abbondanza di acque reflue… un bene che non sembra proprio “scarso” o destinato a diminuire negli anni.

21 settembre 2011
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