Produrre idrogeno attraverso il trattamento delle acque: da anni i ricercatori studiano il modo di utilizzare i batteri delle acque reflue e l’energia che producono durante i processi di decomposizione. Adesso, secondo quanto riporta il team del Lawrence Livermore National Laboratory, sembra che i progetti possano diventare operativi.

In collaborazione con la Chemergy Inc, il team del LLNL ha appena ufficializzato la messa a punto di una biotecnologia che trasforma i sottoprodotti vegetali delle acque reflue in idrogeno per produrre energia: un progetto da 1,75 milioni di dollari, che sarà sperimentato su un impianto del Delta Diablo Sanitation District (DDSD), vicino Antioch, in California. Bob Glass, chimico e project leader, ha spiegato:

Vogliamo utilizzare questo progetto dimostrativo come modello per incoraggiare l’uso dei residui della depurazione delle acque reflue per la produzione di energia.

La tecnologia messa a punto da Chemergy, ancora in attesa di brevetto, integra due processi chimici precisi: nella prima fase, viene sfruttata la termochimica per produrre calore, gas non a effetto serra e un composto di idrogeno a partire da biosolidi bagnati.

Nella seconda fase il composto di idrogeno si decompone per produrre idrogeno rinnovabile: il gas viene poi immesso nelle celle a combustibile forniti dal CERL e dallo USA Department of Energy (DOE) per generare elettricità.

Il progetto dimostrativo sarà sostenuto dalla California Energy Commission and Chemergy, e sponsorizzato dalla Bay Area Biosolids to Energy Coalition (BAB2E). Il portavoce del team, Caroline Quinn, ha spiegato:

La tecnologia di Chemergy è di interesse per il suo approccio innovativo che utilizza un processo chimico a temperature elevate, con temperature più moderate e su scala più ridotta rispetto alle tecnologie di conversione tradizionali. Il team si focalizzerà adesso sulla massimizzazione dei processi di combustione per aumentare il potenziale energetico rinnovabile dei biosolidi.

Secondo i ricercatori del LLNL, i lavori inizieranno a metà ottobre e porteranno, entro un anno, a produrre energia per 30 kW: la conversione dei biosolidi in idrogeno costerà meno di 2 dollari per chilo di idrogeno, quantità equivalente, in contenuto energetico, a un gallone di benzina, ovvero 3,78 litri circa. L’energia così ricavata potrebbe essere utilizzata come energia in loco o per combustibile per i trasporti.

23 settembre 2013
Lascia un commento