Trasformare la CO2 in carburante, prendendo i due proverbiali piccioni con una fava. Questa la promessa della sperimentazione avviata dalla Liquid Light, una giovane società del New Jersey, che punta proprio a utilizzare l’anidride carbonica atmosferica come materia di partenza per la produzione industriale di combustibile.

Il processo prevede che la CO2 venga introdotta in una camera piena d’acqua in cui sono presenti un elettrodo di platino e un catalizzatore a base di piridinio. La reazione chimica che segue, innescata dai fotoni emessi da una luce a LED, converte l’anidride carbonica in metanolo, che può appunto essere utilizzato come combustibile, come solvente industriale o anche come materiale di partenza per la produzione di altri prodotti chimici.

A fondare la società Liquid Light è stato un professore della Princeton University, Andrew Bocarsly, che ha coinvolto nel progetto anche il suo ex studente e dottore di ricerca Emily Cole. Secondo i due ricercatori, non sarebbe stato possibile sviluppare questa tecnologia in ambito accademico.

Come spiega il professore Andrew Bocarsly:

Abbiamo fatto alcune scoperte che non sarebbero stati effettuati in un ambiente universitario. Il progetto risale agli anni Novanta , ma nessuno si preoccupava di anidride carbonica in quel momento.

Il processo industriale viene innescato da una luce a LED di colore blu, che colpisce un semiconduttore di fosfuro di gallio. Gli elettroni del semiconduttore, a questo punto, viaggiano nell’acqua circostante e, grazie al catalizzatore, raggiungono le molecole di CO2, dove si legano all’idrogeno presente nell’acqua, trasformando le molecole in metanolo, con rilascio di ossigeno.

Dopo i primi entusiasmi, adesso gli scienziati della Liquid Light stanno cercando di rimuovere gli ostacoli pratici che ancora impediscono ai risultati di laboratorio di trovare facile applicazione commerciale. I ricercatori, inoltre, vorrebbero riuscire ad alimentare il processo di trasformazione della CO2 con energia rinnovabile, ma al momento sembra che l’energia solare non sia tanto efficace nel guidare la reazione chimica quanto la luce artificiale a LED. Per questo il prossimo obiettivo di Bocarsly e dei suoi è quello di riuscire a sfruttare efficacemente l’energia eolica o idroelettrica.

18 giugno 2012
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I vostri commenti
Comitatogiustizia, sabato 15 dicembre 2012 alle19:06 ha scritto: rispondi »

Mica male: per produrre alcool gli serve una centrale idroelettrica.Piacerà moltissimo agli ambientalisti che hanno rifiutato il nucleare in Italia per comprarlo dai Francesi.Ahahahah !

Cosimo, lunedì 18 giugno 2012 alle14:35 ha scritto: rispondi »

se son rose fioriranno..

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