I prodotti senza olio di palma stanno diventando sempre più ricercati dai consumatori, soprattutto da quando è entrata in vigore la nuova normativa europea per le etichettature alimentari. Dal 13 dicembre 2014, infatti, le aziende alimentari devono specificare nell’etichetta dei loro prodotti i tipi di oli usati per la preparazione, quindi senza più includere il tutto nell’unica dicitura “oli vegetali”. Da quella data in poi è diventato evidente quanto l’uso dell’olio di palma si sia diffuso nei prodotti di origine industriale.

L’uso dell’olio di palma è stato per anni apprezzato delle industrie alimentari per le ricette di prodotti da forno, snack dolci e salati, gelati, alimenti impanati, creme dolci e salate spalmabili, paste base come la brisé e la sfoglia, nonché per la frittura: è un olio piuttosto economico, semi-solido a temperatura ambiente e stabile al calore della cottura.

Vediamo qual è la composizione nutrizionale dell’olio di palma, perché ridurne il consumo e quali alimenti di produzione industriale ne sono privi.

Olio di palma: composizione

La composizione nutrizionale dell’olio di palma è il principale motivo per cui il suo impiego è stato messo in discussione da medici, nutrizionisti e consumatori stessi. Si tratta di un olio vegetale non idrogenato che è composto per quasi il 50% da acidi grassi saturi. I grassi mono-insaturi e poli-insaturi ne rappresentano il 37% ed il 9% rispettivamente.

L’eccessiva assunzione di grassi saturi è da tempo un noto fattore di rischio per le patologie cardiovascolari e, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione, l’olio di palma è una delle fonti principali di grassi saturi della dieta.

Molte aziende e anche catene di supermercati si stanno impegnando attivamente a eliminare l’olio di palma dalle ricette dei loro prodotti: vediamo quali sono gli alimenti senza olio di palma.

Alimenti senza olio di palma

Le liste di prodotti senza olio di palma sono sempre più diffuse, esattamente come lo sono anche le confezioni che riportano diciture come “solo con olio extravergine di oliva”, “senza olio di palma” o “solo con olio di girasole”. Tutte queste indicazioni riguardano alimenti come merendine, grissini, cracker, snack dolci e salati, creme spalmabili alla nocciola e cacao.

La maggior parte delle liste sono state pubblicate grazie alle segnalazioni dei consumatori: in ogni caso è indispensabile che tutti all’atto dell’acquisto, oltre che riferirsi ad un elenco di marche senza olio di palma, leggano con attenzione le etichette. Al di là dell’olio di palma, ogni acquisto deve avvenire dopo la lettura della lista ingredienti, dei potenziali allergeni che ognuno deve valutare singolarmente e della data di scadenza.

Particolarmente oculata deve essere la lettura delle etichette anche degli alimenti pronti del banco frigo: la maggior parte dei cibi impanati, e in alcuni casi anche le paste ripiene fresche, possono contenere olio di palma.

In questo periodo sono molte le comunicazioni aziendali che riguardano l’eliminazione dell’olio di palma: è di qualche giorno fa l’iniziativa comunicata da Esselunga, che fa seguito a quella di Carrefour, di produrre biscotti, fette biscottate e crostini esclusivamente con olio di mais, di girasole e di oliva.

Qualche mese fa Coop ha annunciato che le sue linee “Vivi Verde”, con ingredienti provenienti da agricoltura biologica, “Crescendo”, destinata ai piccolissimi e, “Club 4-10″ per i bambini, sono prodotte con grassi più nobili, come l’olio extravergine, oli di mais o girasole o burro. Anche Iper, Despar, Poli, Tigros e Iperal, Crai, Ikea, Ld Market, Picard e MD discount hanno aderito e stanno eliminando l’olio di palma dai loro prodotti.

Barilla ha deciso di offrire ai consumatori due ricette di biscotti senza olio di palma: i “Chicchi” di cioccolato e i “Fiori di latte” della linea “Mulino Verde” vengono prodotti con olio di girasole.

Tra i prodotti con olio di palma più diffusi vi sono le creme spalmabili dolci al cioccolato e nocciola. Anche per questa linea di alimenti di produzione industriale ci sono oggi in commercio una vasta gamma di alternative: circa 60. Tra queste le più comuni sugli scaffali della grande distribuzione sono: Novi, Rigoni, Venchi, Lindt, Caffrel, SteVia’s Bio Mondo, Baratti &Milano, Ecor, Altromercato, Alcenero, Pernigotti, Fratelli Carli.

19 aprile 2016
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