È stato presentato ieri, durante l’ultima giornata dell’ottavo Forum QualEnergia?, organizzato da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia (mensile di Legambiente) e Kyoto Club, in partenariato con COBAT, la ricerca, realizzata da Lorien Consulting e La Nuova Ecologia, sulle preoccupazioni e le priorità che interessano i cittadini italiani alla vigilia della COP21 di Parigi.

La ricerca si inserisce nell’ambito dell’Ecobarometro, osservatorio sull’opinione pubblica costruito dalla società di ricerche di mercato e da La Nuova Ecologia e rivela un interesse nei confronti del tema dei cambiamenti climatici e dell’ambiente che non ci si sarebbe aspettati.

Il 79% degli intervistati si dichiara disposto a spendere di più per acquistare prodotti green o fare uso di servizi a basso impatto ambientale. Si rileva a tal proposito un netto aumento rispetto al 2014, anno in cui tale percentuale si fermava ad un 66%.

La stessa percentuale (79%) fa anche riferimento alle persone che ritengono di essere più consapevoli in termini di sostenibilità. In questo senso le persone intervistate collegano il fenomeno alla crisi, che ha incentivato comportamenti più improntati all’uso intelligente delle risorse e a una diminuzione degli sprechi, ma anche all’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco. Il pontefice ispira fiducia e affetto tra la popolazione e sta creando una vera rivoluzione anche in termini di sensibilizzazione a queste tematiche.

Gli argomenti che sembrano preoccupare di più per il futuro e sui quali si dovrebbe agire, secondo il campione interpellato, sono in ordine di priorità: la riduzione del traffico motorizzato (fino all’anno scorso era al quarto posto), la riduzione del traffico merci su gomma e la riconversione della produzione di energia elettrica in rinnovabili (nel 2014 era al primo posto).

Per quanto riguarda la COP21, forse complici i tragici eventi di Parigi di due settimane fa, aumenta la percentuale di persone che sono a conoscenza dell’evento e delle conseguenze che potrà portare: un 38% sa di cosa si tratta contro il 29% di solo un mese fa. Il 69% si dichiara infine ottimista circa le decisioni, più o meno produttive, che verranno prese al tavolo dove i 130 Capi di Stato dovranno discutere e trovare un accordo.

27 novembre 2015
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I vostri commenti
mexsilvio, venerdì 27 novembre 2015 alle22:06 ha scritto: rispondi »

E' per questo che ogni giorno si bruciano foreste secolari per nuovi terreni agricoli ,...!!per coltivare palme per fare olio di palma ..!! per chi sa come viene fatto ...????

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