Risolvere la crisi non con la solidarietà, ma reinventando un tipo di economia più simile al baratto, un’economia che ha in sé un forte senso sociale. Ci ha pensato un consorzio di contadini e allevatori che ad Altopascio, in Provincia di Lucca, ha deciso di aprire (l’inaugurazione sarà nei giorni di Pasqua) un negozio di alimentari che si chiamerà proprio “Dai contadini”: fornirà prodotti genuini locali, cioè a km zero.

Oltre alla qualità la convenienza, perché i prezzi saranno quanto più vicini possibile a quelli della grande distribuzione, in modo da non rendere questi prodotti, un settore d’elitè. La cosa più innovativa è però che la merce non sarà pagata con denaro, ma con il proprio lavoro.

Questo perché il “non negozio” si inserisce all’interno della rete di “Affari Senza Soldi“, un circuito che per il momento esiste solo in Toscana e che ha come slogan “Il Benessere Senza Soldi”. In pratica si tratta di una rete di professionisti di vario tipo, ma anche di disoccupati, che aderiscono e possono offrire il loro lavoro prima o dopo aver acquistato, accumulando così un tot di crediti che hanno tot valore e possono quindi permettere di comprare una certa quantità di prodotti o usufruire di certi servizi. Così il lavoro di un idraulico può servire per la fare la spesa o per pagare la visita dal dentista, ad esempio.

Le aziende possono anche reinvestire questi crediti e utilizzarli per pagare il personale. Lo hanno fatto anche i gestori di “Dai contadini”, che pagheranno gli stipendi delle due commesse part time per il 60% con crediti e che hanno addirittura pagato il canone d’affitto al 50% in crediti. Come ha spiegato ad Adnkronos Alessio Bini, fondatore di Affari Senza Soldi:

Ora, poiché non è possibile pagare carburanti, bollette e tasse con questo sistema, la maggior parte degli scambi all’interno di Affari Senza Soldi avverrà in modo misto: un po’ di euro e un po’ di crediti. La forza del circuito toscano è quella di tenere molto bassa la parte in euro. La media è del 30%. Questo vuol dire che ci sono molti scambi senza euro e pochi scambi al 50% in euro. Il 50% è la percentuale massima ammessa.

Le aziende attualmente iscritte sono tra le più disparate e costituiscono una rete virtuosa che mette in moto nuove possibilità pur seguendo le regole del mercato, dimostrando che non sempre far circolare più denaro è la soluzione per un’economia più forte.

Spesso rendere un sistema più intelligente è davvero il passo verso una maggiore sostenibilità in termini economici, ma anche ambientali e sociali.

5 marzo 2015
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