È stata pronunciata alle 13:15 la storica sentenza di condanna al processo Eternit per i due dirigenti dell’azienda produttrice di fibra di amianto, Stephan Ernest Schmidheiny e Jean Louis de Cartier de Marchienne. Il PM Raffaele Guariniello aveva chiesto 20 anni di carcere per entrambi, la corte li ha ridotti a 16 anni aggiungendo l’interdizione perpetua ai pubblici uffici, l’interdizione legale, e l’incapacità a contrattare con la pubblica amministrazione per tre anni.

I due titolari dell’Eternit sono stati ritenuti colpevoli dei reati di di disastro doloso e omissioni volontarie di norme antinfortunistiche: sapevano che l’amianto è pericoloso ma non hanno preso alcuna precauzione per limitare l’esposizione al pericolo dei loro dipendenti. Per questo quello all’Eternit è considerato il più grande processo di sempre sul diritto alla salute nei luoghi di lavoro.

Se gli imputati sono solo due, infatti, le vittime dirette sono migliaia: quasi 2.300 tra morti per asbestosi e mesotelioma pleurico, una grave forma di tumore ai polmoni, e 6.392 sono state le parti civili ammesse al processo. Tra loro, oltre ai familiari delle vittime e ai sopravvissuti attualmente in cura, ci sono anche i sindacati e gli ambientalisti.


I giudici del Tribunale di Torino hanno disposto risarcimenti per 100.000 euro a favore di Cgil, Usr Cisl Piemonte, Usr Cisl Torino, Feneal, Uil Reg, Uil Prov Alessandria, Associazione Esposti Amianto. Al Wwf 70.000 euro, a Comune di Cavagnolo andranno quattro milioni, all’Inail 15 milioni e a medicina democratica 70.000 euro.

Si tratta della sentenza di primo grado, alla quale probabilmente Stephan Ernest Schmidheiny e Jean Louis de Cartier de Marchienne faranno appello. Vista l’età di entrambi gli imputati, rispettivamente 64 e 90 anni, difficilmente andranno in galera ma la sentenza resta un pilastro del diritto del lavoro e dell’ambiente.

13 febbraio 2012
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