Se il nostro amico ama scorrazzare per i campi, complice anche il bel tempo, è bene prestare attenzione ai pericoli che la natura può riservare. Ad esempio la processionaria, una parassita del pino che può agire negativamente sull’uomo, ma principalmente sugli animali. I più colpiti sono i cavalli e i cani, a causa dagli effetti tossici della larva.

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La processionaria è un lepidottero altamente distruttivo, infatti la sua presenza in Italia è monitorata e combattuta per legge. Durante tutto il suo ciclo vitale agisce negativamente sul fogliame delle piante e in particolare del pino, dei larici e dei cedri. In primavera si sposta alla ricerca di un posto dove tessere il bozzolo ed è in questo momento che può entrare in contatto con i nostri cani.

Sotto forma di larva è presente nell’erba e nei campi, quindi annusando il terreno possono ingerire inavvertitamente i suoi peli urticanti. Il primo sintomo dell’avvenuto contatto è una salivazione eccessiva, causata da una forte infiammazione della bocca e della trachea. Successivamente vi è un’infiammazione della lingua, con relativo rigonfiamento tanto da diventare pericolosa per l’animale. Oppure la lingua può entrare in necrosi, con distaccamento di alcune parti. Si avverte una notevole diminuzione della vivacità del cane, vittima di febbre, vomito, inappetenza e diarrea anche emorragica.

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Per salvare la salute del nostro amico è bene intervenire tempestivamente, eliminando la causa dell’infiammazione lavando abbondantemente la bocca con acqua e bicarbonato. Magari con l’aiuto di una siringa senza ago, per evitare che il cane possa diventare aggressivo e per raggiungere più agevolmente la zona infiammata. Quindi è bene condurlo subito dal veterinario di fiducia, la tempestività sarà fondamentale per la sua salute. Evitate il contatto con il parassita perché tossico anche per l’uomo, può favorire dermatite con eruzione cutanea, congiuntivite, infiammazioni respiratorie fino allo shock anafilattico.

5 aprile 2013
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