I probiotici sono – secondo la definizione accettata e condivisa dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e dall’Organizzazione mondiale della sanità, (OMS) – organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute umana.

La definizione si riferisce ovviamente a microrganismi non patogeni, che possono essere naturalmente presenti negli alimenti o che possono, in fase di preparazione, essere aggiunti sia a scopi preparativi che benefici. In ogni caso, sono esclusi da questa categoria tutti gli agenti bioterapeutici e i microrganismi benefici non utilizzati in ambito alimentare.

I più comuni probiotici sono rappresentati dai lactobacilli e dai bifidobatteri, anche se in questa categoria vengono spesso inclusi anche lieviti o altri illi che hanno dimostrato di essere efficaci come probiotici.

Caratteristiche comuni ai probiotici

Tutti i batteri efficaci come probiotici hanno le seguenti 5 caratteristiche in comune:

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  • prevenzione della colonizzazione della mucosa intestinale da parte di batteri patogeni;
  • stimolazione della risposta immunitaria;
  • produzione diretta di sostanze antimicrobiche;
  • produzione di enzimi o peptidi nel corso della digestione;
  • appartenenza a un gruppo batterico GRAS, ossia generalmente sicuri per la salute umana.

I lactobacilli

I lactobacilli sono un genere di batteri di cui ne sono note, a oggi, più di 60 specie: si tratta per la maggior parte di batteri lattici in grado di convertire il lattosio o gli altri zuccheri semplici in acido lattico. In genere sono non patogeni e fanno parte della microflora residente nel nostro organismo. In particolare, i lactobacilli sono regolarmente residenti nella mucosa vaginale e nel nostro intestino. Si tratta, in pratica, di una simbiosi: favoriscono le difese del nostro organismo mantenendo un ambiente acido che non favorisce l’attacco e la crescita di microrganismi patogeni.

I lactobacilli probiotici possono essere assunti genericamente come fermenti lattici, tuttavia, tra i diversi ceppi di questi batteri, ne esistono alcuni con una documentata attività benefica. Tra questi, ad esempio, il Lactobacillus reuteri è particolarmente efficace nella colonizzazione intestinale e nel favorire in tempi molto brevi l’equilibrio della flora intestinale.

I lactobacilli sono naturalmente presenti in alimenti fermentati come yogurt e formaggi.

I bifidobatteri

I bifidobatteri sono un genere di batteri anch’esso regolarmente residente nel nostro intestino. Si tratta di bacilli non patogeni che hanno un rapporto simbiotico con nostro organismo. Sono noti anche come Lactobacillus bifidus: come gli altri lactobacilli, favoriscono il mantenimento di un pH acido. Vengono regolarmente assunti con gli alimenti come lo yogurt o gli altri prodotti della fermentazione del latte, ma in caso di necessità, ossia di forte squilibrio della flora batterica intestinale che si manifesti con sintomi come stipsi o, al contrario, con diarrea, possono essere assunti come integratore anche in capsule.

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I bifidobatteri svolgono un’efficace azione detossificante.

Appartengono ai bifidobatteri anche i batteri propionici, che si trovano solo in alcuni formaggi come nell’Emmental e nel Groviera. La loro presenza dà origine ai noti buchi, attraverso la produzione di anidride carbonica.

Genere Streptococcus

Attualmente, appartengono a questa classificazione tre generi principali di cocchi: Streptococcus, Lactococcus ed Enterococcus. Tra questi alcune specie di Enterococchi, presenti in diversi tipi di formaggi, sono efficaci come probiotici per la prevenzione e il trattamento di disordini intestinali.

15 dicembre 2016
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