Le istanze della protezione delle specie a rischio coinvolgono sempre di più la monarchia britannica. E così, dopo le azioni del Principe William in favore degli elefanti e del fratello Harry per i rinoceronti, anche il Principe Carlo e la consorte Camilla decidono di dedicare parte del loro tempo. Nella giornata di ieri, l’erede al trono nel Regno Unito ha avviato una raccolta fondi per la protezione dei pachidermi in India.

Secondo i dati rilevati dal WWF, esisterebbero circa 20-25.000 elefanti indiani in libertà. Un dato preoccupante e in continua diminuzione, anche a causa del bracconaggio, per una possibile estinzione entro il 2050. Così i reali inglesi hanno deciso di avviare una singolare asta globale per la raccolta di 20 milioni di sterline da dedicare alla salvaguardia: un progetto ambizioso, in collaborazione con Elephant Family, International Fund for Animal Welfare, IUCN Netherlands, World Land Trust e Wildlife Trust of India, raccolte sotto l’insegna globale della Asian Elephant Alliance. L’obiettivo, all’interno della campagna “Travels to My Elephant”, è quello di creare dei corridoi di sicurezza dove gli elefanti possano muoversi liberamente su tutto il territorio indiano, senza imbattersi in cacciatori di frodo.

Il Principe Carlo, in qualità di presidente onorario di Elephant Family, ha così commentato l’iniziativa:

Questa è una causa enormemente importante, in particolare per la sua dimensione umana-animali. La creazione di corridoi ha infatti l’abilità di trasformare le vite degli agricoltori locali. Se riuscissimo a completare il corridoio di Assam, determinerebbe una fantastica differenza in quella parte d’India.

L’iniziativa è particolarmente sentita dalla coppia reale, poiché in memoria di Mark Shand, fondatore di Elephant Family nonché fratello di Camilla scomparso nel 2014. L’uomo ha scritto “Travels on my Elephant”, dove racconta di un viaggio di oltre mille miglia in India in compagnia di un pachiderma, Tara, salvato dalla miseria nel 1988.

L’iniziativa, con una deadline nel 2025, mira alla costruzione di 100 corridoi in tutto il territorio dell’India.

3 luglio 2015
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