Il Primo Maggio gli italiani non lo passeranno solamente al tradizionale concerto romano, ma soprattutto immersi nella natura e nell’ecologia. È il risultato di una recente indagine volta a scoprire le mete preferite degli abitanti dello Stivale: il 15% della popolazione passerà la Festa dei Lavoratori in agriturismo.

Lo rivela il Centro Studi del Touring Club Italiano e il portale Agriturismo.it, che hanno indagato le scelte dei viaggiatori dopo un breve ponte del 25 aprile sottotono rispetto agli scorsi anni, complice anche il fenomeno della crisi economica.

I dati, confrontati a quelli di 2010 e 2011, dimostrano come gli utenti che decidono di optare per un agriturismo siano ben distribuiti per tutto lo Stivale, con una prevalenza di spostamenti vacanzieri dalle zone del Nord Italia. Preferiscono le strutte in campagna il 20,8% dei lombardi, il 13,4 degli abitanti del Lazio e l’11,9% dei veneti. Negli ultimi 10 anni, inoltre, gli agriturismi hanno avuto un vero e proprio boom, con delle presenze annuali passate da 1,9 milioni nel 2000 a 4,7 milioni nel 2010. Ottima anche la capacità d’attrattiva di turisti dall’estero, con il 51% di arrivi determinati dagli stranieri, tedeschi in prima linea.

Ma quali sono i motivi che hanno portato a questo boom dell’agriturismo e a un piccolo record di prenotazioni per il ponte del Primo Maggio? L’indagine non lo svela chiaramente, ma le conclusioni sono facili da trarre: tutto merito del fascino della natura. Visitare un agriturismo significa immergersi in un mondo che sembra ormai passato, riscoprire le gioie della terra, allontanarsi dal grigiore cittadino per svegliarsi avvolti dal profumo dei campi e dei prati fioriti. È una nuova consapevolezza verso l’importanza all’ambiente, confermata anche dal fatto che questo tipo di vacanze spesso sono accompagnate da percorsi di istruzione all’agricoltura, dove i turisti possono apprendere come vengono cresciute pietanze sane e biologiche e, non ultimo, testare le proprie capacità direttamente sul campo.

29 aprile 2012
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