È sbocciato il primo fiore nello spazio. A darne l’annuncio l’agenzia spaziale statunitense attraverso uno dei suoi astronauti presenti sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale), Scott Kelly, che mostra in un’immagine diffusa tramite Twitter la fioritura della “zinnia arancione”. Un ulteriore e importante passo in avanti per il programma di giardinaggio spaziale “Veggie”, che studia le possibilità di alimentazione per i cosmonauti durante viaggi di lunga durata.

Il primo fiore “spaziale” è sbocciato questo sabato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, dopo un’attesa di circa 2-3 mesi e alcuni comprensibili errori di percorso causati dalle particolari necessità della zinnia arancione (molto sensibile alle variazioni di luce e tempi di sviluppo piuttosto lunghi). L’evento segue la crescita, ultimata ad agosto, della prima pianta di lattuga romana. Come ha spiegato Alexandra Whitmire:

Le piante possono sicuramente aiutare durante le lunghe missioni in ambienti isolati ed estremi, ambienti artificiali e privi di natura. Per quanto non a tutti gli astronauti possa arridere il pensiero di parlare con le piante, ad alcuni potrebbe arrecare dei benefici.

Studi come quelli sulle stazioni in Antartico dimostrano quanto siano importante le piante in isolamento, e quanto possa essere psicologicamente gratificante del cibo fresco quando ci sono a disposizione così pochi stimoli.

La fioritura del primo fiore nello spazio si afferma come un evento di particolare rilevanza scientifica, sia dal punto di vista dei traguardi finora raggiunti che per quanto riguarda la visione in prospettiva.

Grazie al successo ottenuto il progetto Veggie potrà ora punterà al terzo e ancor più ambizioso passo: la coltivazione di pomodori. L’inizio del nuovo esperimento di giardinaggio spaziale avrà inizio nel 2017.

20 gennaio 2016
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