Una storia incredibile quella documentata dalla BBC e trasformata nel documentario Nature’s Miracle Orphans: il primo caso mai affrontato di un parto cesareo di un bradipo femmina. Protagonista della vicenda un piccolo esemplare di Bradypus variegatus, animale classico della categoria caratterizzato da tre dita e dal formato pari a quello di un gatto. Come tutti gli esseri della sua specie, la femmina era in cima a un albero molto alto, alla ricerca di cibo e riposo. Solitamente interessati a una dieta composta da foglie, frutta e ramoscelli, i bradipi si cimentano con le stature elevate degli alberi tropicali. Forse una mossa maldestra o un ramo spezzato ha impedito il corretto equilibrio, facendo cadere la piccola da un’altezza considerevole.

Intercettato da un lavorante di un albergo attiguo, il bradipo femmina è stato soccorso dalla Kids Saving the Rainforest (KSTR), centro di fauna selvatica a Manuel Antonio, sulla costa del Pacifico del Costa Rica. Sam Trull, a capo della KSTR, si è recata sul posto per valutare le condizione del bradipo femmina. La donna, con un passato dedicato alla primatologia, ha creato lo Sloth Institute Costa Rica dedicando i suoi sforzi alla cura, ricerca e riabilitazione dei bradipi. La giovane femmina è stata quindi esaminata sul posto per poi venire ricoverata presso la struttura. Nonostante la caduta non abbia provocato fratture craniche, l’animale era vittima di convulsioni, quindi impossibilitata a muoversi. Ma solo dopo un esame approfondito è emersa anche la gravidanza dell’animale.

Sottoposta al monitoraggio con somministrazione di steroidi, la femmina di bradipo ha iniziato a mostrare i segnali premonitori del parto, la mancanza di movimenti del piccolo ha convinto lo staff a condurre la puerpera da un veterinario di zona. La TAC ha confermato la presenza di battito per il piccolo, ma anche una posizione podalica e la vescica della madre completamente ricolma che ha pregiudicato la rotazione del nascituro. I bradipi faticano a liberarsi dei bisogni fisiologici, funzione che riescono a espletare solo una volta a settimana. Vista la condizione complicata, il team ha deciso per procedere con un cesareo, il primo effettuato su un bradipo femmina. Il veterinario dopo un consulto con un collega ha affrontato l’operazione, liberando dapprima la vescica poi agendo sul nascituro. La procedura è durata 30 minuti e il piccolo è stato affidato a Sam Trull che, attraverso la tecnica del contatto pelle a pelle, ha stabilizzato la temperatura del neonato, una pratica utilizzata per gli umani.

Nonostante la madre il giorno dopo mostrasse evidenti segni di ripresa era purtroppo ancora vittima della caduta rovinosa, ma anche di una serie di danni neurologici piuttosto seri. Problematica che non le ha permesso di nutrire adeguatamente il piccolo, i due hanno trascorso insieme una settimana di vita stretti l’uno all’altra. Poi il neonato si è spento seguito dalla madre colpita da ictus. Un esito finale triste, doloroso, devastante ma che ha permesso a madre figlio di conoscersi anche se per breve tempo. Se il team non avesse agito tempestivamente, questo piccolo nucleo familiare non avrebbe avuto nessuna chance, la morte sarebbe giunta repentinamente. Come sostiene Sam Trull:

In definitiva non è la quantità ma la qualità di vita che conta. Sono contena che il piccolo abbia potuto comunque godere di una settimana di vita, di un po’ di coccolo e calore materno. Sono stata in grado di unire madre e figlio prima della morte, non è stata una lunga vita ma è stata comunque vita.

2 febbraio 2015
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