Il calo dei prezzi della benzina rappresenta un’occasione unica per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. A sostenerlo è Maria van der Hoeven, direttrice esecutiva della International Energy Agency (IEA). La riduzione fatta registrare dal costo del petrolio negli ultimi mesi sta spingendo i consumi verso l’alto. Se i governi dei Paesi industrializzati non interverranno tempestivamente, tutti gli sforzi effettuati per rendere più sostenibile il sistema energetico mondiale andranno in fumo, con il rischio di accelerare il riscaldamento globale.

Il prezzo del petrolio è diminuito a seguito di una domanda più bassa. A causa dei costi sempre più esosi della benzina, le case automobilistiche hanno sviluppato motori sempre più efficienti. Il risultato è stata una minore richiesta di carburante che ha fatto crollare i prezzi del petrolio del 40% rispetto ai picchi registrati a giugno.

Invece di approfittarne per approvare leggi ancora più restrittive sulle emissioni dei veicoli, evitando nuovi aumenti dei prezzi, molti governi hanno lasciato correre. In questo modo la domanda di petrolio, complice i prezzi più bassi, tornerà a crescere e con essa i costi della benzina, in un circolo vizioso che potrebbe costare caro al Pianeta, oltre che alle tasche dei consumatori. L’aumento delle temperature globali correlato all’attuale sistema energetico basato principalmente sulle fonti fossili è infatti di 4°C. Secondo l’IPCC, per evitare conseguenze irreversibili, non bisognerebbe superare i 2°C.

La IEA spiega che i governi hanno sostanzialmente due modi per avviare una transizione energetica sostenibile. Il primo è la riduzione degli incentivi alle fonti fossili che nel 2013 in tutto il mondo hanno raggiunto la cifra astronomica di 550 miliardi di dollari.

Il secondo consiste nella tassazione dei combustibili fossili e nell’approvazione di una serie di misure volte a incoraggiare una mobilità a zero emissioni, le fonti rinnovabili e tecnologie sempre più efficienti. Secondo Maria van der Hoeven non c’è altro tempo da perdere: è questo il momento giusto per programmare strategie energetiche sostenibili e lungimiranti.

16 dicembre 2014
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I vostri commenti
Ghezzo Silvano, martedì 16 dicembre 2014 alle23:02 ha scritto: rispondi »

Non preoccupatevi, qui in Italia, visto il calo di qualche centesimo del prezzo alla pompa , il governo ha già provveduto ad una nuova tassa sui carburanti a partire da gennaio 2015.

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