Nonostante gli effetti della crisi abbiano colpito il settore delle rinnovabili, il costo degli impianti fotovoltaici è in forte calo, almeno negli Stati Uniti. L’indicazione arriva dal nuovo rapporto realizzato dal Lawrence Berkeley National Laboratory (LBNL), secondo il quale il prezzo degli impianti installati nelle abitazioni è sceso in media del 17% nel 2010 e dell’1% nella prima metà del 2011.

In base alle considerazioni degli analisti dell’LBNL, il fenomeno sarebbe legato principalmente alla generale diminuzione del prezzo dei pannelli fotovoltaici e alla diminuzione di circa il 18% dei costi non legati ai pannelli (inverter, operazioni di installazione e marketing, N.d.R.), in pratica i fattori maggiormente influenzati dalle politiche in favore delle energie pulite.

Il calo dei prezzi ha comunque portato anche a una progressiva diminuizione degli incentivi statali, normalmente stabiliti in proporzione al costo degli impianti. Di conseguenza, se i prezzi sono diminuiti in media di 29 centesimi di euro al watt per gli impianti residenziali e di 59 centesimi per quelli industriali, senza la riduzione degli incentivi sarebbe stata possibile una diminuzione, rispettivamente, di 74 centesimi e 1,11 euro.

L’ultimo aspetto evidenziato dal rapporto di LBNL è infine la differenza dei costi sia dal punto di vista geografico sia in base alle tipologia di impianto. Di conseguenza, se nei vari Stati americani il costo di un’installazione di potenza inferiore a 10 kW va da 4,7 a 6,2 euro al watt, con l’aumento delle dimensioni della struttura i costi possono variare da 7,2 euro al watt (impianti con potenza inferiore a 2 kW) a una cifra inferiore a 3 euro (grandi centrali industriali).

23 settembre 2011
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