Nel mondo c’è tanto di quel fotovoltaico che l’attuale crisi del settore, costellata di fallimenti societari e chiusura di stabilimenti in tutto il mondo Cina compresa, non basterà a far rialzare il prezzo dei moduli entro la fine di quest’anno. Così la pensa Renewable Energy Corporation (REC), società norvegese attiva nel fotovoltaico e a sua volta in crisi.

Secondo quanto ha detto Luc Grarè, vicepresidente Sales&Marketing di REC, alla rivista PV Magazine l’industria fotovoltaica soffre ancora di over capacity, cioè di un forte eccesso di capacità produttiva rispetto alla domanda del mercato. Ne consegue che il prezzo dei moduli e del polysilicon (cioè il materiale derivato dal silicio col quale vengono prodotte le celle fotovoltaiche) sarà ancora in discesa:

L’attuale prezzo di mercato mette pressione sugli stabilimenti ad alto costo e le capacità produttive verranno diminuite lungo la catena di valore del solare. Nonostante questi aggiustamenti i prezzi hanno continuato a scendere durante la prima metà dell’anno e ci aspettiamo che continuino a farlo per tutto il 2012.

Secondo Grarè i mercati più interessanti restano gli Stati Uniti (che hanno da poco introdotto dazi commerciali che potrebbero far salire il prezzo delle celle), l’estremo oriente, l’Europa dell’est e la Germania. A competere su questi mercati, però, entro la fine dell’anno (e soprattutto nel corso dei prossimi) saranno sempre meno attori. Sempre più grandi.

Fonti: PV Magazine, Climate Spectator

20 luglio 2012
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Cosimo, venerdì 20 luglio 2012 alle9:42 ha scritto: rispondi »

e meno male che i prezzi scendono!! sennò come potrà arrivare a vivere da solo il fotovoltaico senzxa incentivi? Meno costano e meglio è significa più diffusione, più economie di scala e finalmente meno contributi sul nostro groppone!!

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