Il prezzemolo è un prodotto dell’orto immancabile in cucina: ravviva le pietanze, è l’ingrediente di molte ricette ed esalta erbe e altri condimenti. Impiegato spesso per sughi e salse, la pianta può essere coltivata anche in casa, in un vaso in balcone o in un piccolo appezzamento esterno.

Il Petroselinum crispum, questo il nome scientifico, è una pianta biennale che può crescere spontaneamente nelle zone di clima temperato, sebbene sia molto più frequentemente coltivato a scopo alimentare. Della famiglia delle piante erbacee, a piena maturazione presenta delle foglie triangolari dal contorno frastagliato, mentre i fiori caratteristici hanno una disposizione a ombrello, con tanti steli e altrettante inflorescenze bianche. Le foglie e il fusto – e in alcune ricette particolari anche le radici – sono normalmente utilizzate in cucina. Inoltre, ha effetti anche per la salute dell’organismo: in impacco può lenire il prurito da punture d’insetto, mentre a uso interno può avere effetti diuretici e disinfettanti dell’apparato urinario.

Prezzemolo: cosa sapere prima di coltivarlo

Prezzemolo, ciuffo

Parsley on green background via Shutterstock

Sono normalmente due le varietà di prezzemolo utilizzate per la coltivazione, queste si differenziano fra loro dalla forma delle foglie: ricce o lisce. La seconda opzione è quella più diffusa sullo Stivale, non a caso viene anche comunemente chiamata prezzemolo italiano.

Il primo elemento da prendere in considerazione per ottenere un buon raccolto è la scelta del terreno. La pianta ha bisogno di un terriccio compatto – meglio se precedentemente concimato con compost data l’elevata richiesta di nutritivi durante la crescita – sufficientemente drenato e dal PH vicino a 7. La temperatura più indicata per la germinazione è quella compresa tra i 15 e i 20 gradi, ma il prezzemolo si sviluppa anche con calori più intensi, come quelli tipici dell’estate. Inoltre, è necessario che il terreno sia sempre ben soleggiato per favorirne una crescita più rapida. La pianta, infine, non tollera il clima invernale: di conseguenza, a meno che non si disponga di una serra adeguata, il periodo consigliato per la semina è la primavera, preferibilmente tra l’ultima settimana di marzo e la prima di aprile. Le necessità di irrigazione sono mediamente elevate: il riferimento è quello del terriccio, che dovrà essere sempre lievemente inumidito.

Coltivazione in vaso e in orto

Prezzemolo nel terreno

Parsley seedlings after watering shallow dof via Shutterstock

Sono due le modalità con cui il prezzemolo può essere coltivato: ricorrendo ai semi o, in alternativa, alle piantine da travaso. Queste modalità necessitano di specifici procedimenti, ma entrambe risultano valide sia per la coltura in orto che in vaso.

  • Semi: la germinazione dal seme è normalmente difficile, senza alcun intervento può richiedere oltre 40 giorni. Per questo motivo, si accelera il processo mantenendo i semi in acqua tiepida per un’intera notte: così facendo, i germogli appariranno dagli 11 ai 28 giorni. Superata questa fase, la semina è normalmente a spaglio diretto, per poi ricoprire il tutto con uno strato sottilissimo di terriccio, meglio se sparso a mano. Qualora si volesse ricorrere a linee e canali per mantenere le piantine sufficientemente ordinate, si prediliga una distanza di circa 10-20 centimetri;
  • Piantine: le piantine da travaso sono normalmente la scelta più gettonata, poiché non richiedono la procedura di germinazione vista poc’anzi. Si predispongono nel terreno delle buche adeguate per contenere la piantina e tutte le radici, quindi si ricoprono gli spazi vuoti e si innaffia abbondantemente per amalgamare il terriccio. Anche in questo caso, è consigliata una distanza di 10-20 centimetri per ogni pianta.

Qualora si optasse per la coltivazione in vaso, utile in caso si disponesse di un ampio balcone, si ricorra a contenitori in terracotta alti almeno 30 centimetri e di larghezza variabile a seconda delle proprie esigenze. Dopo aver ricoperto il fondo con della ghiaia per favorire il deflusso dell’acqua, si inserisce il terriccio o una composizione al 50% tra compost e terreno. A questo punto si semina e si innaffia, seguendo le indicazioni poc’anzi citate.

Non vi sono tempistiche precise per il raccolto: non appena le foglie avranno raggiunto una dimensione considerata soggettivamente soddisfacente, si possono strappare. Il metodo consigliato è quello di tagliare il fusto a pochi centimetri dal terreno, affinché il prezzemolo possa facilmente rigenerarsi. Così come già ricordato, l’ortaggio ama il sole e il terreno umido: di conseguenza, in caso si vivesse in una zona a scarse precipitazioni in primavera o in estate, bisognerà innaffiare con una certa frequenza.

14 settembre 2014
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