Quella che vedete è una delle ultime immagini inviate dal satellite europeo Envisat prima di sparire nel nulla, da qualche parte lassù in orbita intorno alla Terra. Dal 12 aprile, infatti, l’European Space Agency (ESA) ha perso ogni contatto con il satellite ritenuto una delle fonti più importanti al mondo di informazioni sul meteo e sul clima.

Envisat, in orbita dal 2002, per quasi dieci anni ha inviato all’ESA dati importantissimi sullo strato di ozono, la temperatura della superficie terrestre, i gas serra. Oltre ad aiutare i meteorologi a prevedere il tempo, quindi, è stato utilissimo ai climatologi per monitorare il riscaldamento globale e le sue cause.

Da inizio aprile, però, il satellite ha avuto una serie di problemi e il 4 aprile l’ESA aveva comunicato che, a cavallo tra il 10 e l’11 aprile, avrebbe avviato la procedura di reset dello spettrometro Sciamachy, uno dei tanti strumenti a bordo di Envisat. Poche ore dopo il riavvio, però, l’ESA ha perso totalmente il segnale con il satellite.


Il 12 aprile, poi, arriva l’annuncio ufficiale:

Dopo dieci anni di servizio, Envisat ha smesso di inviare dati alla Terra. L’ESA è al lavoro per ristabilire il contatto con il satellite. Nonostante questa missione sia stata in orbita il doppio del tempo previsto, ESA spera di mantenere in servizio il satellite fino al lancio del suo successore Sentinel. Il primo segnale che c’era un problema è arrivato l’otto aprile, quando il contatto con il satellite è stato improvvisamente perso, impedendo la ricezione di qualunque dato durante il passaggio sopra la stazione di Kiruna in Svezia.

Envisat è, o era, la punta di diamante della flotta ESA ed era costato circa due miliardi e mezzo di euro. La quantità e qualità dei dati inviati a terra nel corso dei suoi quasi dieci anni di vita, però, hanno decisamente ripagato l’investimento. Il lancio del primo satellite GMES Sentinel, che avrebbe comunque dovuto sostituire Envisat, è previsto per l’anno prossimo.

16 aprile 2012
Fonte:
ESA
Lascia un commento