Mangiare patate quattro volte a settimana aumenta il rischio di pressione alta. A sostenerlo alcuni ricercatori della Harvard Medical School, secondo i quali superare le tre porzioni settimanali comporterebbe un aumento sensibile del rischio di ipertensione.

L’effetto ipertensivo delle patate si produrrebbe a prescindere dalla tipologia di cottura: fritte oppure schiacciate, cotte al forno o bollite, a vario titolo tutte contribuirebbero ad aumentare il rischio di pressione alta.

Il sospetto da parte dei ricercatori è che il responsabile di tale controindicazione sia l’amido in esse contenuto. L’alto indice glicemico delle patate porterebbe i carboidrati amidacei a trasformarsi rapidamente in zucchero aumentandone i livelli nel sangue. Secondo quanto riportato sul British Medical Journal sono stati analizzati i dati raccolti durante tre precedenti studi statunitensi, che hanno visto coinvolti 187 mila partecipanti tra uomini e donne nell’arco.

Consumate quattro o più volte a settimana schiacciate, cotte al forno o bollite aumenterebbero il rischio di ipertensione dell’11%, mentre fritte del 17% (rispetto a chi ne consuma meno di una volta al mese. Secondo quanto hanno affermato i ricercatori:

Questi risultati hanno ramificazioni potenzialmente importanti per la salute pubblica, dal momento che non forniscono un potenziale beneficio derivante dall’inclusione delle patate in qualità di vegetali nei programmi alimentari governativi.

Forniscono invece un effetto dannoso che è consistente con gli effetti nocivi dell’assunzione di elevate quantità di carboidrati visti negli studi sull’alimentazione controllata.

18 maggio 2016
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