I raggi del Sole contribuiscono a mantenere sotto controllo la pressione alta. A conferma di quanto evidenziato alcuni mesi fa dai ricercatori dell’Università di Edimburgo arriva ora un nuovo studio. A pubblicarla alcuni scienziati dell’Università di Southampton sulla rivista Journal of Investigative Dermatology.

Secondo il gruppo guidato da Martin Feelisch, professore di medicina sperimentale e biologia integrativa presso la Southampton University, la pressione alta sarebbe influenzata da una molecola presente nelle pelle e nel sangue, il monossido di azoto o anche detto ossido nitrico (NO), che reagirebbe all’esposizione ai raggi del Sole diminuendo i valori della pressione sanguigna.

Stanto ai risultati dello studio, condotto su persone sane, il calo così indotto nella pressione del sangue sarebbe compreso tra i 2 e i 5 millimetri di mercurio (mmHG). Un valore non elevato, come conferma lo stesso Feelisch, che però aggiunge:

Qualora si ripetesse lo studio su persone che soffrono di pressione alta allora posso prevedere che si assisterebbe a un calo molto più consistente.

Riguardo il fatto che l’esposizione prolungata al Sole sia inclusa tra i fattori di rischio per il tumore della pelle Feelisch sottolinea come il problema debba sì essere tenuto in considerazione, ma non estremizzato. Il rischio in quel caso è di un’eccessiva schermatura dai raggi solari:

Le persone muoiono di cancro alla pelle e la luce solare è l’unico fattore di rischio conosciuto che possa contribuire a svilupparlo. Siamo tutti coscienti di questo e non stiamo dicendo a tutti di prendere più Sole possibile. È un rischio reale, ma così è anche il rischio di malattie cardiovascolari. Una delle cause principali di queste patologie è la pressione alta.

Un’occasione questa per ribilanciare il sistema di avvertimenti riguardanti la salute pubblica, conclude Feelisch:

Noi crediamo che gli attuali avvertimenti per la salute pubblica, dominati dalla preoccupazione riguardo il tumore alla pelle, necessitino di essere accuratamente riequilibrati. È tempo di guardare a un bilanciamento del rischio di tumore alla pelle e malattie cardiovascolari.

21 gennaio 2014
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