Le Presidenziali USA del 2012 saranno uno degli eventi politici più attesi e importanti dell’anno. Certamente manca ancora un po’ di tempo (quasi un anno), ma il Partito Repubblicano è già nel vivo del dibattito per scegliere chi sfiderà l’attuale Presidente, il democratico Barack Obama.

Grande scalpore hanno suscitato in questi giorni le tanto attese primarie del Partito dell’elefante nello Iowa. e il risultato è stato persino più avvincente delle premesse: il candidato Mitt Romney ha staccato il più diretto avversario, Rick Santorum, di appena 8 voti. Insomma, il Caucus è terminato in un sostanziale pareggio.

Fare il pedigree politico dei candidati non è certamente compito nostro. Non dobbiamo, però, sottovalutare l’importanza che le prossime Presidenziali potrebbero avere all’interno della politica globale sull’ambiente. In questo senso, può essere interessante ricostruire le posizioni generali dei due candidati “vincitori”.

Santorum, che fino al 99% degli scrutini si trovava in vantaggio di 4 voti, è probabilmente il più conservatore fra i due. La sua posizione per quanto riguarda temi fondamentali come il cambiamento climatico o l’effetto serra è drammatica:

Non esiste al mondo una cosa come il cambiamento climatico.

Si tratterebbe, a suo dire, di “balle” inventate dagli ambientalisti o, peggio ancora:

È una scusa per permettere un maggiore controllo delle nostre vite da parte dello Stato.

Più in generale, nella sua carriera politica Santorum ha sempre visto di cattivo occhio qualsiasi normativa atta a limitare la produttività in nome dell’ambiente o della salute pubblica, giungendo a criticare lo stesso Obama e la sua legge sulle emissioni di mercurio.

La figura di Romney appare mediamente più moderata. Negli anni passati, per quanto riguarda il problema ambientale ha sempre riconosciuto al concretezza del problema. La sua posizione poteva essere riassunta così: magari non tutto l’aumento della temperatura è imputabile all’uomo, ma sicuramente il clima sta cambiando ed è probabilmente anche colpa dell’effetto antropico.

Si tratta di una posizione molto più avanzata, in materia, non solo del suo più diretto avversario, ma anche rispetto all’ex Presidente George W. Bush. Con l’apprestarsi delle primarie, però, il candidato ha iniziato a virare le proprie considerazioni sempre più verso un conservatorismo simile a quello di Santorum:

Il mio punto di vista è che non conosciamo cosa sta causando il cambiamento climatico in questo pianeta. E l’idea di spendere miliardi e miliardi di dollari per provare a ridurre le emissioni di CO2 non è la strada più giusta per noi.

Il rischio è che i due candidati favoriti a sfidare Obama a novembre condividano, se non i termini, almeno la linea politica da seguire in tema ambientale: una linea fatta di fonti fossili e anidride carbonica. E sperare che la soluzione venga dal candidato dell’ultra destra (i cosiddetti Liberarians), Ron Paul significa essere molto ottimisti. La sua posizione sul tema non si discosta di una virgola, né di un accento da quella di Santorum.

Fonti: Grist

4 gennaio 2012
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