Le feste di Natale sono finalmente arrivate e, come ogni anno, nelle abitazioni trovano spazio il tradizionale albero e il classico presepe. Complice la frenesia della vita moderna, non saranno in pochi coloro che si ritroveranno la mattina del 24 dicembre armati di statuette, luci colorate e addobbi. Eppure, come provvedere alla creazione del presepe, rispettando però le esigenze della natura?

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Uno dei fronti su cui si può agire è, come facile intuire, quello della raccolta del muschio: questo elemento naturale, da sempre scelto per riprodurre il manto erboso nella scena della Natività, può essere infatti sostituito da altri materiali presenti nella casa, approfittando del riciclo creativo. Così facendo, si lascerà la natura intatta e si provvederà a un’alternativa ecologica, poiché più riciclo significa anche meno rifiuti.

Perché evitare il muschio?

Per la preparazione del presepe casalingo in occasione delle celebrazioni natalizie, si da tempi antichi si ricorre al muschio: questo elemento naturale, infatti, rappresenta una soluzione perfetta per ricreare manti erbosi, cespugli in miniatura, siepi e piccole colline nella propria scena della natività. Negli ultimi decenni, complici anche le trasformazioni continue della natura per mano dell’uomo, si è però discusso a lungo sull’opportunità di questo comportamento.

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Per muschio si intendono le varietà – più di 24.000 – di piante appartenenti al gruppo delle Bryophita. Si tratta di vegetali non vascolari, ovvero privi di tessuto lignoso: l’assorbimento e il trasporto dell’acqua avviene per capillarità. Questa condizione, che rende il muschio non molto dissimile alle alghe, permette alla pianta di crescere spontaneamente nel sottobosco e di approfittare di superfici anche complesse, come le rocce, ma anche evita che l’esemplare si sviluppi in altezza. Per quanto possa sembrare un elemento secondario, il muschio riveste in realtà una funzione fondamentale per il sottobosco: oltre a garantire una migliore distribuzione dell’acqua e mantenere l’adeguata umidità del suolo, questa vegetazione contribuisce alla formazione dell’humus, nonché contrasta l’erosione e rafforza la tenuta delle pareti rocciose.

Per quanto alcune varietà di muschio crescano relativamente velocemente, altre possono richiedere anche decenni per raggiungere un’estensione sufficiente per la loro sopravvivenza. Raccogliendone gli esemplari per Natale, di conseguenza, si rischia non solo di danneggiare il sottobosco, ma anche di minacciare specie rare e dalla crescita lenta.

Alternative di stoffa e di carta

Per quanto l’effetto del muschio sia naturale, visivamente appagante e morbido al tatto, sono molti i materiali presenti nelle abitazioni che possono essere sfruttati come sostituti. Dalla stoffa alla carta, le possibilità sono le più svariate, nonché del tutto ecologiche: con il riciclo, infatti, si evita di incrementare il proprio monte di rifiuti prodotti.

La prima alternativa per il muschio potrebbe essere rappresentata dal feltro: tutti, in casa, ne posseggono infatti diversi scampoli. Sarà quindi sufficiente abbinare dei ritagli di colore verde, meglio se di intensità diversa, per ottenere un perfetto prato per il presepe. Non vi è nemmeno bisogno di complesse opere di cucitura e di assemblaggio: anzi, eventuali scampoli irregolari contribuiranno a un maggiore realismo della scena. Il feltro può essere poi abbinato a fibre sintetiche simili allo scamosciato, recuperate da vecchi abiti, ma anche a scampoli di pelliccia ecologica verde.

Oltre alla stoffa, per Natale si può certamente lavorare con la carta. In questo caso, molto utile potrebbe risultare la carta crespa: data la naturale elasticità, nonché alla capacità di mantenere la forma modellata con le dita, sarà di certo essenziale per creare la geografia della propria scena natalizia. Per farlo, è sufficiente adagiare dei fogli di carta crespa di colore verde, magari di tonalità diversa, poggiando sotto gli stessi delle palline di carta da quotidiano, per ricreare colline e montagne. Allo stesso tempo, un abbinamento con la classica carta da pacco permetterà di ricostruire strade e vialetti, ma anche caratteristici sentieri.

24 dicembre 2016
I vostri commenti
Marco Grigis, lunedì 26 dicembre 2016 alle11:52 ha scritto: rispondi »

Perché cestinare la stoffa? La sì può tranquillamente riutilizzare l'anno successivo.

Silvano, lunedì 26 dicembre 2016 alle0:35 ha scritto: rispondi »

Scusate ma, se uso stoffa e cose varie dovrei cestinarle a fine utilizzo (cosa poco green se finisce nel secco), mentre tutto il muschio che trovo dietro casa l'anno dopo si riforma e vi garantisco che ne ho da vendere. Saluti

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