Il 25 settembre del 2011 morì Wangari Muta Maathai, biologa e attivista africana che ha lottato 30 anni per difendere l’ambiente e i diritti delle donne e che nel 2004 vinse il Premio Nobel per la Pace. È diventata famosa la frase che pronunciò alla consegna dell’importante premio:

Non ci può essere pace senza sviluppo sostenibile e non ci può essere sviluppo senza uno sfruttamento sostenibile dell’ambiente. La protezione dell’ecosistema deve essere considerata un mezzo per garantire la pace, in Paesi dove la scarsità delle risorse genera inevitabilmente instabilità politiche e sociali.

In sua memoria nel 2012, su iniziativa di A Sud, associazione che si occupa di cooperazione tra nord e sud del mondo, è nato il Premio Donne Pace e Ambiente Wangari Maathai, in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne, un insieme di 40 associazioni femministe. Ogni anno le premiazioni si tengono vicino alla data dell’8 marzo, in cui si celebra la festa della donna. Ieri si è svolta la quarta edizione.

Sono state premiate, in rappresentanza di tutte le donne che ogni giorno sono in prima linea per la difesa dell’ambiente, dei diritti delle donne e non solo, 4 attiviste che si sono distinte in particolare nella battaglia globale contro i cambiamenti climatici. Questo è il tema che è stato scelto per quest’anno, in vista delle decisioni che verranno prese a fine anno alla COP 21 di Parigi e della Conferenza sullo Stato delle Donne (CSW) che si terrà, sempre nel 2015 a New York, per parlare della Piattaforma di Azione di Pechino sull’empowerment femminile, varata ormai nel 1995 e giunta quest’anno al suo 20° anno.

Un premio speciale a parte è stato dedicato a Carla Ravaioli, giornalista e saggista che si è occupata, a partire dagli anni ’60, della condizione femminile, approfondendo poi i temi dell’economia e dell’ambiente e individuando in un modello economico sbagliato le cause dei problemi ambientali.

Per il Premio Donne Pace e Ambiente 2015 sono state premiate:

  • “Premio Fuoco” – Tiziana Medici (Basilicata), tra le fondatrici del Coordinamento Nazionale No Triv che lavora da alcuni anni sui progetti estrattivi e i loro impatti territoriali in termini ambientali, economici e socio-sanitari.
  • “Premio Terra” – Paola Pilisio (Sardegna), per il Comitato No chimica Verde, Porto Torres. Tra le maggiori animatrici dei comitati sorti attorno al polo petrolchimico di Porto Torres per chiedere la messa in sicurezza e la bonifica del territorio.
  • “Premio Aria” – Daniela Patrucco (Liguria), per il Comitato Spezia Via dal carbone di La Spezia, una città che lotta contro un modello energetico fondato sulla produzione di energie da fonti fossili e contro i danni alla salute, all’ambiente e alla società che esso produce.
  • “Premio Acqua” – Lucia Ruffato (Veneto), per il Comitato Acqua Bene Comune Belluno. Da anni si occupa della salvaguardia delle acque ed è tra le promotrici dell’Appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico.

Premio Speciale per il Giornalismo Ambientale “Carla Ravaioli” è andato alla giornalista Giuseppina Ciuffreda di Roma. Da decenni racconta in Italia e all’estero delle grandi lotte ambientali e sociali. Da molti anni collabora con Il Manifesto e con la rivista CNS Ecologia Politica.

Premi che vogliono conferire un riconoscimento simbolico all’impegno, per dare visibilità a situazioni spesso poco conosciute e che grazie alla promozione della Regione Lazio e del Comune di Roma vengono riconosciute anche da un punto di vista istituzionale, riuscendo ad avere così anche un ruolo di tutela nei confronti di chi ogni giorno si espone in prima persona per il bene di tutti.

13 marzo 2015
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento