In Giappone la forma conta spesso quanto i fatti. Ecco, allora, che i politici di questa lontana terra possono proporre idee che altrove sarebbero interpretate come strategie elettorali. Stiamo parlando, per chi non lo avesse capito, delle ultime dichiarazioni di Naoto Kan, primo ministro giapponese:

Continuerò a percepire la retribuzione che mi spetta come membro del parlamento ma non quella da primo ministro, né altri bonus. Come la compagnia elettrica TEPCO, l’esecutivo giapponese ha una grande responsabilità in questa crisi.

Per farla breve, niente stipendio finché la crisi nucleare non sarà rientrata. Atto che sancisce, insieme alle stesse dichiarazioni appena riportate, la piena presa di responsabilità morale-politica del governo nei confronti dei del disastro di Fukushima,

E dato che neanche in Giappone la “forma” è sufficiente, Kan ha reso noto che il paese abbandonerà il progetto di aumentare la quantità di energia nucleare prodotta – che doveva passare dal 30% del fabbisogno a ben il 50%, «ripartendo da 0» nella sua politica energetica.

Insomma, in futuro il Giappone si affiderà sempre di meno a quei “Godzilla dormienti” – ma sempre pronti a drammatici risvegli – che sono le centrali atomiche. Inutile dire che l’esempio nipponico fornirà preziose indicazioni al mondo intero.

10 maggio 2011
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