Pratima Devi è famosa in tutta Nuova Delhi come la signora dei cani, per il suo incredibile amore e affetto nei confronti dei quadrupedi. Questa sua empatia verso il mondo animale l’ha spinta a curare più di 400 cani, tutti randagi e accomunati da un unico destino fatto di fame e povertà. Lo stesso della donna, finita a condurre la sua misera esistenza nella baraccopoli della città indiana. Ma, nonostante un’esistenza di ristrettezze, si sente felice e appagata, perché circondata da amore vero e puro. Con lei vivono 120 cani, mentre gli altri la raggiungono verso la baraccopoli oppure vengono sfamati in giro per la città. La sua abitazione, fatta di cartoni, lamiere, assi di legno è protetta precariamente da un telo che le fa da tetto.

Per sopravvivere raccoglie e vende stracci, bottiglie di plastica, scarti e prepara tè: con i guadagni acquista quotidianamente circa dodici chili di riso, cinque chili di carne e dieci litri di latte. Al suo fianco c’è solo il giovane Vivek, un ragazzo che abita in un villaggio vicino a Nuova Delhi. La passione per i cani ha permesso ai due di incontrarsi e conoscersi e, da quel momento, insieme sfamano i randagi costretti a una vita di abbandono e inedia.

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Ogni giorno si alzano alle sei del mattino, la colazione è a base di latte, a mezzogiorno forniscono cibo con latte e a, a tarda sera, la cena. Il suo banchetto per la vendita del tè è una fonte importante di guadagno, che le permette di sopravvivere e curare i suoi amici. Tempo fa la distruzione vandalica della postazione aveva lasciato la donna a digiuno per quattro giorni insieme ai suoi cani, per farli sopravvivere aveva rovistato nell’immondizia per giorni. Ora che la situazione è più tranquilla, e il banchetto è stato ripristinato, la donna è preoccupata per il futuro dei suoi amati. Senza di lei chi potrà occuparsi di loro?

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Con un matrimonio alle spalle, Pratima – sposa bambina a soli sette anni – ha vissuto un’esistenza difficile con un uomo più grande di lei di dieci anni. Tre figli, con la prima gravidanza a quattordici anni, ha dovuto rimboccarsi le maniche e lavorare per portare il pasto in tavola. Il marito, sempre ubriaco, la picchiava e i suoceri la tiranneggiavano. Trasferitasi a Nuova Delhi, perché stanca di un’esistenza violenta, ha ricominciato a vivere facendo le pulizie e vendendo tè così da sfamare i suoi tre figli. Con il tempo i cani si sono affezionati a lei, unica anima caritatevole in grado di accoglierli. La sua generosità l’ha resa famosa, scatenando l’invidia di molti vicini di banchetto, tanto di spingere uno di loro a cercare di ucciderla bruciando la sua attività. A distanza di tempo, la situazione è migliorata e, forse grazie al web e ai media, potrà trovare supporto nella generosità della comunità internazionale.

20 aprile 2017
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