Pranzo in ufficio: consigli per ridurre gli sprechi

Nonostante sempre più realtà si siano convertite alla mensa aziendale o abbiano stretto accordi con i ristoranti della loro zona, l’abitudine di portare il pranzo da casa in ufficio è ancora decisamente diffusa. Soprattutto in Italia, con la moltitudine di piccole società, le quali non sempre possono accedere a costosi servizi forniti da terzi. Ma quali sono i consigli per un pasto, ovviamente da consumare alla scrivania, che sia il più possibile privo di sprechi?

Sono molti le abitudini da dimenticare, e le idee da mettere in pratica, affinché il pranzo in ufficio risulti maggiormente sostenibile. Non solo sul fronte della scelta degli alimenti, ma anche dei loro contenitori, per ridurre il più possibile la produzione di rifiuti. Di seguito, qualche consiglio.

Avanzi e carne

Avanzi

L’idea più amica dell’ambiente per rendere sostenibile il pranzo in ufficio è, come facile intuire, riutilizzare in modo sapiente gli avanzi domestici. Non capita di rado che durante la cena non si consumino delle pietanze, tutti alimenti che rischiano di finire inutilmente nel sacco dell’umido. Eppure, con un po’ di inventiva e di creatività, molti possono essere riutilizzati.

=> Scopri come riciclare gli avanzi di cucina per il viso


Il pane del giorno prima, ad esempio, tagliato a fette e tostato può diventare un’ottima base per una gustosa bruschetta. Grattugiato, in abbinamento con del formaggio e delle verdure cotte, può essere perfetto per realizzare delle buonissime polpette, da cuocere in olio extravergine d’oliva. Lo stesso vale per qualsiasi ortaggio bollito o cotto, purché sia conservato al fresco, ma anche per frutta e verdura, ideale per realizzare una macedonia al volo.

Capitolo a parte per la carne: è certamente interessare riutilizzare quella non consumata per un pranzo in ufficio, ma è comunque bene ridurne il ricorso in qualsiasi occasione. Oltre alle filosofie alimentari, che attengono alla sensibilità di ognuno, va considerato come la produzione di carne sia oggi uno dei settori maggiormente responsabili delle emissioni nocive in atmosfera. Anche un consumo solo leggermente ridotto, allora, può fare la differenza.

Porzioni, stagioni e durata

Verdura

La prima causa dello spreco alimentare in cucina è dovuta all’errata gestione delle porzioni. Capita spesso, infatti, che si preparino più alimenti rispetto a quanti realmente se ne consumeranno, per distrazione, errori di valutazione e scarsa conoscenza dei cambiamenti degli ingredienti in cottura. È bene quindi attenersi alle regole del fornitore, oppure alle ricette riportate in confezione, magari aiutandosi con una bilancia da cucina per non esagerare.

=> Scopri quanti sprechi alimentari si accumulano ogni anno in Italia


Ancora, ideale per ridurre gli sprechi è consumare sempre alimenti di stagione, anche in ufficio. Oltre a essere ridotto l’impatto ambientale in termini di produzione e trasporto, perché generalmente forniti da realtà locali, la stagionalità segue anche le esigenze del fisico. In inverno pietanze corroboranti e pronte a garantire energia, d’estate frutta e verdura per rinfrescare dalla calura. È bene seguire anche un buon equilibrio tra carboidrati, proteine, grassi e fibre: spesso e volentieri, soprattutto quando si è di fretta in ufficio, l’appetito passa e si buttano cibi semplicemente perché l’organismo reagisce all’eccesso di una categoria nutrizionale. Abbondare con i carboidrati, ad esempio, non farà altro che stancare velocemente il palato, alimentando la sete, spingendo ad abbandonare il resto del pasto. Ancora, all’interno della confezione, si segua una logica sempre precisa: meglio consumare le verdure per prime poiché, oltre a essere le più lunghe da digerire, placano il senso di fame consentendo di ricorrere a porzioni meno abbondanti. Meglio, ancora, creare delle composizioni con più alimenti: dal classico riso freddo alle frittate, passando per bruschette, ricchi panini, torte salate e molto altro ancora.

Non ultimo, si valuti sempre la durata e le capacità di conservazione dei cibi. Il pranzo per l’ufficio viene preparato la sera prima per il mattino, o prima di uscire di casa, e rimarrà probabilmente chiuso nella borsa per quattro o cinque ore filate. Scegliere alimenti facilmente deperibili o sensibili alle temperature, come latticini e prodotti da frigo, non farà altro che alimentare la quantità di beni che finirà nell’immondizia.

Contenitori

Contenitore cibo

Per evitare di accumulare rifiuti, è ovviamente sconsigliabile ricorrere a contenitori usa e getta, siano essi di plastica o di carta. Se proprio non si vuole rinunciare a questa comodità, si viri almeno sull’alluminio poiché altamente riciclabile. Meglio, in ogni caso, acquistare dei contenitori solidi e duraturi, che possano essere lavati e riutilizzati più volte, soprattutto se con profilo termico per conservare correttamente le pietanze o, ancora, con valvola per il sottovuoto così da limitare la proliferazione di microorganismi.

=> Scopri quante calorie spreca un italiano


Per i sacchetti, invece, si prediligano le fibre di cotone alla buste di plastica, mentre si opti sempre per posate in metallo, come quelle in acciaio, anziché forchette, cucchiai e coltelli di plastica, altamente inquinanti e scarsamente biodegradabili.

21 luglio 2018
Lascia un commento