Conosciuta sin da tempi antichi, la portulaca è una pianta che sta vivendo una seconda vita, poiché ultimamente tornata di gran voga. Scelta sia a scopo ornamentale che alimentare, a seconda della varietà, questa pianta può essere facilmente coltivata sia in vaso che in giardino. Ma quali sono le indicazioni da seguire, per ottenere dei cespugli rigogliosi e possibilmente fioriti?

Prima di cominciare, va specificato come al genere Portulaca appartengano moltissime varietà, quasi tutte scelte per le loro splendide fioriture. Qualora si volesse invece coltivarla a scopo alimentare, si dovrà scegliere la Portulaca oleracea, ovvero la varietà commestibile. In ogni caso, utile sarà vagliare il parere del proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, anche per verificare la compatibilità della coltivazione con il clima relativo al proprio luogo di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare la portulaca

Con il genere Portulaca si identificano moltissime specie appartenenti alla famiglia delle Portulacaceae. Quest’ultima può comprendere circa 40 piante spontanee, a cui si aggiungono almeno 100 altri cultivar, scelti per le loro colorate fioriture. A scopo alimentare, così come già accennato nel precedente paragrafo, si opta invece per la varietà commestibile della Portulaca oleracea, spesso scelta come misticanza in insalata, nonché come equilibratore di sapori nelle più svariate ricette, considerato il suo gusto acidulo. Originaria del Medio Oriente, considerato come già nell’antico Egitto fosse impiegata come erba medicinale, la Portulaca oleracea è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, nonché in molte aree dell’Asia, dove il suo consumo rimane molto attivo. In Italia, invece, si è assistito a una riduzione del suo impiego a partire dagli anni ’60, anche se negli ultimi decenni se ne stanno riscoprendo le proprietà. Dall’aspetto contenuto e cespuglioso, si caratterizza per piccoli fusti ricolmi di foglie allungate di colore verde intenso, dalla grande consistenza. I fiori sono minuti e di colore giallo, seppur con qualche variazione sui toni del rosso, mentre in alcune regioni la pianta è nota con il nome di porcellana

Il clima ideale è quello mediterraneo, in aree prive di cali di temperatura troppo rigidi, poiché la pianta non disdegna affatto le calure estive, nonché i lunghi periodi di siccità. Per questo motivo, è importante che la pianta possa disporre sempre di un’esposizione diretta al sole.

Il terreno preferito è quello morbido e altamente drenante, poiché la portulaca non sopporta i ristagni d’acqua, sebbene anche altre composizioni di terriccio ne permettano una crescita rigogliosa, data la sua natura rustica. Non sono necessarie grandi opere di coltivazione, ma utile potrà essere il ricorso a concimi organici quali il compost.

Le necessità d’acqua sono tutt’altro che eccessive, anche perché la portulaca tende ad adattarsi facilmente agli ambienti caldi e ai momenti di siccità. Inoltre, l’umidità elevata, soprattutto del terreno, potrebbe comprometterne la crescita. Di conseguenza, anche durante l’afa delle stagioni più calde dell’anno, non sarà necessario annaffiare di frequente.

Coltivazione in vaso e in orto

Tutte le varietà di portulaca, compresa la oleracea a uso alimentare, possono essere facilmente coltivate sia in orto che in giardino, nonché in vaso. È però necessario che venga garantita un’ampia esposizione solare.

La predisposizione del contenitore, in ogni caso, è particolarmente importante. Sul fondo andrà predisposto un letto di ghiaia e cocci, oppure di palline d’argilla espansa, per garantire il corretto deflusso dell’acqua. Si riempie il tutto con del terriccio morbido e drenante, quindi si concima in modo blando con del fertilizzante organico, quale il compost. In giardino, utile sarà una leggera opera di vangatura. Considerata la natura rustica e spontanea, tuttavia, non dovrebbe presentare grandi problemi d’adattamento al terreno.

La moltiplicazione avviene per semina o per talea, anche se la pratica non richiede grande sforzo, poiché quasi tutte le varietà della pianta risultano particolarmente prolifiche. I semi possono essere sparsi sul terreno già dalla primavera e non necessitano di un’eccessiva copertura del terreno, poiché richiedono la luce solare per poter germogliare. L’operazione può essere eseguita in semenzaio, quindi con un trapianto successivo, o direttamente in dimora successiva. Per la talea, invece, è sufficiente interrare uno stelo di circa 5-10 centimetri e attendere lo sviluppo dell’apparato radicale prima del trasferimento in dimora definitiva.

Tra le opere di manutenzione ciclica, l’eliminazione di piante infestanti, l’eventuale potatura per cespugli troppo rigogliosi nonché il controllo di insetti e parassiti: sebbene molto resistente, la portulaca potrebbe essere infatti attaccata dagli afidi.

24 settembre 2016
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