Dopo l’incidente alla centrale termoelettrica E.on di Porto Torres, che ha provocato lo sversamento di una decina di migliaia di litri di olio combustibile in mare, la situazione ambientale si era fatta abbastanza disperata. Abbiamo riportato alcuni dei dubbi che sono stati diffusi dall’opposizione, in particolare quelli dell’on. Eremete Realacci. Ma pronta è stata anche la risposta del ministro Prestigiacomo che ha esposto alla Camera dei deputati lo stato degli interventi:

“Vista la tempistica e le modalità con cui sono stati espletati gli interventi di risposta all’inquinamento, e le quantità di prodotto sin d’ora recuperato, si possono valutare positivamente i risultati ottenuti da un’azione che è stata veloce, incisiva e ha visto la partecipazione di tutti i soggetti nazionali e locali interessati alla salvaguardia del patrimonio ambientale e naturale”.

Inoltre, il ministro dell’ambiente ha tenuto a precisare come l’allarme, a suo dire, fosse meno grave di quanto riportato:

“Da Parte dell’Ispra è stato redatto oggi un rapporto tecnico da cui si evince che quanto accaduto non si ritiene possa avere conseguenze gravi per l’ambiente marino, e che comunque non è assolutamente verosimile parlare una “marea nera” nella zona. Queste notizie certamente confortanti e che giungono a valle di un impegno messo in campo con prontezza, naturalmente non ci inducono a sottovalutare quanto accaduto. L’incidente è avvenuto infatti nei pressi di un particolarissimo e sensibilissimo contesto ambientale e richiede quindi una attenzione speciale, proporzionata all’incomparabile valore naturalistico dell’area su cui insistono contestualmente i parchi nazionali dell’Asinara e de La Maddalena, un’area di reperimento di area marina protetta, il Santuario dei mammiferi marini, oltre allo Stretto di Bonifacio interessato da uno specifico accordo internazionale con la Francia per la reciproca eliminazione dei traffici marittimi di sostanze inquinanti”.

In Sardegna, intanto, proseguono i lavori: il sindaco di Stintino Antonio Diana ha riferito che sono quasi del tutto completate le operazioni di pulizia delle spiagge. Resta però il problema dell’olio rimasto in mare:

“Il litorale è stato praticamente tutto ripulito e oggi, a causa del vento di levante, interrompiamo le operazioni, che ormai sono solo di rifinitura, ma l’allerta resta alta”.

Legambiente, infine, pur apprezzando l’intervento del ministro (in particolare la proposta di aprire un “tavolo di confronto”) ha mantenuto una posizione critica. Il presidente di Legambiente Sardegna, Vincenzo Tiana, ha, dunque, richiamato l’attenzione sul fatto che le responsabilità vengano accertate e che il disastro non venga sottovalutato:

“Dalle parole del Ministro emerge chiaramente che in queste settimane lo sversamento è stato notevolmente sottovalutato e questo ci preoccupa ancor più considerando che siamo in prossimità di un ecosistema delicato come quello del Parco dell’Asinara. È necessario, pertanto, che la E.On, responsabile del disastro, s’impegni maggiormente e al più presto con squadre specializzate per dare avvio ad un’immediata bonifica di spiagge e fondali, perché ogni giorno che passa la situazione si aggrava. Su questo piano d’azione anche Legambiente è pronta ad offrire il proprio contributo operativo con i suoi gruppi di protezione civile, purché si agisca all’interno di un coordinamento tecnico organizzato”.

Insomma, qualcosa inizia a muoversi, pur con un colpevole ritardo. Ad ogni modo, dato l’importanza del luogo, secondo le stesse parole del ministro, sarebbe il caso di iniziare a prendere provvedimenti perché questi incidenti non possano più accadere.

29 gennaio 2011
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I vostri commenti
aldo, sabato 29 gennaio 2011 alle10:58 ha scritto: rispondi »

non mi hanno convinto troppo le parole della Prestigiacomo, temo minimizzi un po' troppo. Non resta che sperare nell'azione di controllo di associazioni come Legambiente. Ma la situazione legale della E.on qual'è? Rischiano sanzioni o condanne? O anche questo misfatto resterà impunito?

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