Le Grandi Opere dovevano essere uno dei fiori all’occhiello dell’opera del Governo Berlusconi: dalla TAV al Ponte sullo Stretto di Messina. In molti, con il cambio di esecutivo, avevano sperato in un’inversione di marcia anche su questa materia. Per quanto riguarda la TAV, invece, gli auspici sono stati ampiamente disattesi – e va detto che i NoTAV erano ampiamente preparati a ciò.

Più complessa risulta la situazione per il Ponte sullo Stretto, se non altro perché si tratta di un’opera ancora in fase progettuale. Il preventivo redatto dalla Stretto di Messina SpA e da Eurolink (azienda che riunisce vari imprese, fra cui la famigerata Impregilo) è notoriamente faraonico: 66 milioni di euro. Un comunicato fatto girare da numerose associazioni ambientaliste – dal WWF Italia a Legambiente – denuncia ora le mancanze di tale progetto, che già di suo brilla per inutilità e spreco di soldi:

il progetto manca di un quadro di dettaglio di opere connesse essenziali (quali la stazione di Messina, raccordi ferroviari lato-Calabria), non viene presentato il Piano Economico Finanziario, non viene prodotta un’analisi costi-benefici che giustifichi l’utilità dell’intervento, non è svolta una corretta Valutazione di impatto ambientale e non viene presentata la Valutazione di incidenza richiesta dalla Comunità Europea alla luce delle modifiche compiute, oltre che nelle opere connesse, sulla stessa struttura del ponte tra il progetto preliminare e quello definitivo, non si prendono in considerazione correttamente i vincoli paesaggistici e quelli idrogeologici. In conclusione un progetto così carente, a giudizio delle associazioni ambientaliste, non può essere considerato “definitivo” e deve pertanto essere considerato irricevibile.

Insomma, non solo l’opera non serve, ma anche coloro che se ne stanno occupando non brillerebbero per serietà. Per questo motivo, allora, le associazioni hanno scritto una lettera all’attuale esecutivo chiedendogli di bloccare tutto, prima che sia troppo tardi, ovvero prima che bloccare la costruzione significhi incorrere in penali gravosissime:

Le associazioni ambientaliste FAI, Italia Nostra, Legambiente, MAN – Associazione Mediterranea per la Natura -, e WWF nel corso di una conferenza stampa che si è svolta oggi a Roma nella sala dell’ex hotel Bologna (sala del Senato della Repubblica) hanno annunciato di aver inviato nei giorni scorsi una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, in cui gli si chiede di proporre quale coordinatore del CIPE – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (in accordo con il Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e dei Trasporti), che il Comitato consideri il progetto definitivo del ponte, a proprio insindacabile giudizio, non meritevole di approvazione (…) senza che il Contraente generale possa avanzare richieste per il riconoscimento di maggiori compensi e/o pretese, chiedendo, conseguentemente, che la Stretto di Messina SpA receda dal contratto pagando solo le spese sino a quel momento sostenute dal General Contractor.

Speriamo che almeno in questo caso il Governo segua le indicazioni di buon senso delle associazioni ambientalistiche. Anche perché, come ricordano queste ultime, la stessa UE ha declassato di recente l’importanza strategica dell’opera e nuovi studi considerano la stessa sovradimensionata: a regime funzionerebbe soltanto al 15 % delle sue capacità. Difficile, insomma, definire l’opera con un aggettivo diverso da “inutile”.

21 dicembre 2011
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