Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera torna sulla questione del ponte sullo Stretto di Messina che, a causa della mancata proroga del decreto che teneva in vita il progetto, sembrerebbe avviato verso l’archiviazione. Lo fa dalla Calabria, rispondendo ai giornalisti:

Quattro mesi fa ci siamo presi l’impegno di trovare una possibile soluzione dando più tempo al ponte per trovare le soluzioni sia tecniche che finanziarie che non c’erano e quindi dare una speranza che il ponte nel corso dei prossimi anni potesse trovare una sua sostenibilità. In questo periodo il contraente generale non ha accolto le indicazioni del decreto legge che poi è diventato anche legge dello Stato.

Secondo me è stato un errore. Il governo Monti aveva trovato il modo per dare una chance per quest’opera di trovare una sua sostenibilità nel tempo e non è stata colta questa possibilità.

Passera fa riferimento alla decisione presa da Eurolink, consorzio di imprese che avrebbero dovuto costruire il ponte formato da Impregilo, Sacyr, Condotte d’Acqua, Cmc, Ishikawajima-Harima Heavy Industries e Aci scpa, di recedere dal contratto e di rivolgersi successivamente al Tar del Lazio contro Stretto di Messina Spa, che a sua volta si era opposta al recesso.

La decisione di Eurolink è stata presa dopo che il Governo, nel decreto Sviluppo, aveva inserito la possibilità di rimandare di due anni i tempi del contratto per trovare nuovi finanziamenti. Due anni durante i quali, però, Eurolink avrebbe dovuto rinunciare alle penali che le toccherebbero visto il mancato rispetto dei tempi stessi. Parliamo di una somma che potrebbe toccare il mezzo miliardo di euro.

Un contratto capestro, come si dice solitamente in questi casi, visto che sin dall’inizio i tempi di apertura dei cantieri sembravano troppo ravvicinati. Cosa succederà adesso non è chiaro a nessuno, in teoria lo Stato potrebbe essere costretto al salasso delle penali, ma potrebbe puntare a un accordo diverso con un pagamento inferiore. Si tratterebbe, in ogni caso, del fallimento del progetto ponte.

La settimana scorsa 39 tra ingegneri, architetti e professori universitari italiani e stranieri avevano acquistato una pagina sul Corriere della Sera per sollecitare un passo indietro e la costruzione del ponte. Tra di essi ci sono anche alcune archistar direttamente interessate al progetto.

5 marzo 2013
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Michela Riviello, martedì 5 marzo 2013 alle19:47 ha scritto: rispondi »

Ma per favore!!

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