Un ponte ricoperto di pannelli solari: dopo 5 anni di lavoro Blackfriars, il progetto di Network Rail, First Capital Connect e Solarcentury, è stato inaugurato. Grazie ai 4.400 pannelli solari che produrranno 900 mila kWh annui, il ponte sul Tamigi fornirà energia alla vicina stazione di Blackfriars, tagliando notevolmente le emissioni nocive.

Grazie al pieno funzionamento della copertura solare, First Capital Connect, che gestisce gli impianti, ha assicurato un taglio della CO2 pari a 511 tonnellate annue: un modo per ridurre nettamente l’impatto del traffico e compensare le emissioni provenienti dalle reti stradali e ferroviarie nel sud-est dell’Inghilterra.

Blackfriars solar bridge

Ma il ponte, oltre a ridurre l’impatto del traffico, è già diventato un biglietto da visita della città e delle nuove strategie ambientali inglesi. David Statham, amministratore delegato di First Capital Connect, ha spiegato:

I treni elettrici sono già la forma di trasporto pubblico più verde che esista: il nostro tetto solare offre agli utenti un viaggio ancora più sostenibile. Inoltre, ha trasformato anche il volto della stazione, che ormai è un punto di riferimento visibile a chilometri e chilometri di distanza.

Il progetto di costruzione e installazione del tetto solare è durato cinque anni: il più complesso che Solarcentury abbia mai affrontato, con una pausa obbligata durante le Olimpiadi di Londra nel 2012. Il tetto di un ponte collegato alla stazione, infatti, comporta questioni più complesse da risolvere rispetto all’installazione su un tetto residenziale e commerciale, come quelle legate agli standard di sicurezza e al blocco del traffico per i lavori.

L’integrazione dei pannelli solari è stata legata soprattutto alla ristrutturazione complessiva della stazione di Blackfriars: l’obiettivo successivo per Solarcentury sarà costruire tetti solari abbattendo ulteriormente i costi. Suzanna Lashford, responsabile delle vendite commerciali per Solarcentury, ha dichiarato:

Il fatto che sia così individuabile a livello visivo è una vera sorpresa. Penso sia come una dichiarazione, in cui Londra si impegna a diventare una città sostenibile al 100%

24 gennaio 2014
I vostri commenti
Fabrizio Carletta, lunedì 24 febbraio 2014 alle18:47 ha scritto: rispondi »

Questo è un altro mirabile esempio di fotovoltaico utilizzato in maniera rispettosa del territorio e dell'ambiente!

Marco, sabato 25 gennaio 2014 alle7:13 ha scritto: rispondi »

Ovviamente dopo aver preso soldi......ole'....buona giornata.

Tino, venerdì 24 gennaio 2014 alle14:39 ha scritto: rispondi »

progetto fantastico ! in Italia forse qualche comitato locale pseudo-ambientalista bloccherebbe anche quello!

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