I pomodori sono i frutti del Solanum lycopersicum, una pianta della famiglia delle Solanacee come patate, melanzane, pomodori, peperoni e bacche di Goji.

Si tratta di un frutto largamente diffuso in tutto il mondo: il suo uso a scopo alimentare è piuttosto antico, esistono infatti testimonianze storiche dell’impiego della “salsa di pomodoro” già nella civiltà azteca.

Il pomodoro è una pianta autoctona dell’America centrale e del Sudamerica; in Europa arrivò intorno a metà del 1500, ma la sua coltivazione a scopo alimentare non iniziò prima del 1600. È all’inizio del 1700 che venne introdotta la conservazione in appositi vasi di vetro del pomodoro cotto e passato.

Oggi questo frutto è uno dei più importanti e diffusi per l’alimentazione e per il commercio del prodotto fresco e conservato. La pianta cresce bene nelle aree a clima temperato e necessita di una costante e regolare irrigazione, soprattutto nella stagione più calda.

La grande varietà di pomodori che si trovano sui banchi dei mercati e dei supermercati è sufficiente a dare l’idea al consumatore di quante siano le specie di pomodoro che vengono coltivate. Solo in Italia ne sono diffuse più di 300 varietà, ma solo poco più di 60 sono quelle destinate alla coltivazione a scopo commerciale.

L’Italia è anche la patria di quattro qualità di pomodoro che vengono considerate una vera eccellenza, oltre che una “Produzione Agricola Tradizionale”: il Cuore di Bue, il Pomodoro San Marzano DOP, il pomodorino Piennolo del Vesuvio DOP e il Pomodoro Pachino Igp.

Al di là del gusto più o meno dolce e delle dimensioni, tutte le varietà di pomodori condividono qualità nutrizionali molto interessanti: vediamo quali e come consumarli per assicurarsi il massimo vantaggio.

Caratteristiche nutrizionali

Il pomodoro è un alimento poco calorico: una porzione da 100 g contiene solo 18 kcal, infatti la polpa di questo frutto è particolarmente ricca di acqua, il 94%. Ciò lo rende un alimento utile a chi sta seguendo un regime ipocalorico a scopo dimagrante.

Questi vegetali contengono una quantità trascurabile di grassi e di proteine, solo lo 0,2% e lo 0,9% rispettivamente, e pochi carboidrati: il 3,9%. Interessante è l’apporto di fibra: una porzione da 100 g contiene 1,2 g di fibre alimentari.

Le qualità nutrizionali del pomodoro sono più che altro relative al contenuto di sali minerali, soprattutto potassio, fosforo, magnesio e selenio e vitamine: una porzione da 100 g di pomodori freschi contiene già il 67% del fabbisogno quotidiano di vitamina A e il 26% di quello della vitamina C.

Il pomodoro è tra gli alimenti con più spiccate qualità antiossidanti, soprattutto per la buona concentrazione di licopene. Quest’ultimo è un carotenoide che ha una dimostrata efficacia nella prevenzione dell’invecchiamento cellulare, e nella riduzione del rischio di soffrire di malattie cardiovascolari e tumorali.

Il pomodoro: meglio cotto e condito

Il pomodoro è, a differenza di altri frutti ed ortaggi, un alimento che cotto migliora le sue qualità nutrizionali. In particolar modo la cottura amplifica il valore del pomodoro come alimento antiossidante: il calore della cottura migliora di ben 20 volte la biodisponibilità del licopene. Questo carotenoide è una molecola che ha una maggiore affinità con l’olio, pertanto per favorirne l’assorbimento i pomodori cotti andranno anche conditi, meglio, ovviamente con l’olio extravergine di oliva.

Queste considerazioni sono interessati perché rendono ancora più evidenti i vantaggi di prepararsi un primo piatto di pasta al pomodoro

2 dicembre 2015
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