La Terra è un pianeta dall’incredibile biodiversità: in ogni luogo del globo, infatti, è possibile scovare una moltitudine di specie vegetali e animali tra le più disparate. Eppure, a causa delle attività dell’uomo quali l’urbanizzazione massiccia, il disboscamento e l’inquinamento, molti paradisi di flora e fauna sono oggi altamente minacciati. Ormai da tempo si parla di “polmoni verdi” per indicare quelle aree che, data la loro ricchezza vegetale, contribuiscono in modo preponderante alla salute della Terra. Luoghi estesi e incontaminati, veri e propri serbatoi d’ossigeno che, da millenni, garantiscono la sopravvivenza di ogni essere vivente. Ma quali sono i principali polmoni verdi della Terra e perché sono sempre di più a rischio?

Sono molte le grandi foreste, e i paradisi di vegetazione, disponibili sul nostro Pianeta. Queste aree assolvono alle più svariate funzioni: oltre alla produzione di ossigeno, e contestualmente all’assorbimento e alla riduzione dell’immissione di anidride carbonica in atmosfera, risultano fondamentali per la regolazione del clima, per il mantenimento del terreno con una continua azione anti-erosione, come fonte di nutrimento e riparo per molte specie animali e molto altro ancora. Di seguito, le più note.

Amazzonia

Quando si fa riferimento ai polmoni verdi della Terra, l’Amazzonia è certamente la prima area che balza alla mente. Nota anche come Foresta Amazzonica, si trova in Sudamerica e si estende per ben 7 milioni di chilometri quadrati, di cui 5,5 unicamente di zone boschive. L’incredibile grandezza è tale da comprendere parte di molte nazioni sudamericane: il 65% del territorio si trova in Brasile, ma vengono compresi anche Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana francese.

Con un clima umido di tipo equatoriale, frequenti piogge e temperature medie annuali tra i 26 e i 28 gradi, l’Amazzonia è uno dei luoghi della Terra dalla più incredibile biodiversità, tanto che si stima molte specie vegetali presenti non siano ancora conosciute all’uomo: le classificate sono oltre 60.000. Molto ricca è anche la presenza di insetti, circa 2,5 milioni di specie, ma anche di animali: 3.000 specie di pesci, 1.294 di uccelli, 427 di mammiferi, 427 di anfibi, 378 rettili e molte altre ancora.

Negli ultimi decenni la Foresta Amazzonica è prepotentemente entrata nel dibattito pubblico e politico, poiché una delle aree mondiali in cerca di maggiore protezione. Nell’ultimo secolo, in particolare a partire dalla prima metà del ‘900, l’Amazzonia è stata infatti coinvolta da grandi mutamenti dovuti alle attività dell’uomo. Tra queste, il più pericoloso è il diboscamento, sia per la produzione di legname che per far spazio ad allevamenti intensivi. Fortunatamente, grazie anche alle pressioni internazionali, sono stati avviati dei programmi di conservazione più efficienti, in grado di ridurre l’impatto dell’uomo anche del 70% rispetto all’ultimo decennio del precedente millennio.

Foresta Pluviale del Congo

L’area nei pressi del fiume Congo, un corso d’acqua dell’Africa equatoriale lungo ben 4.700 chilometri, è una delle zone verdi più ricche e incontaminate del Pianeta. La foresta pluviale che caratterizza questa zona, in particolare lungo i bacini del fiume, rappresenta il secondo polmone verde più grande del mondo: oltre due milioni di chilometri quadrati, tale da coinvolgere diversi paesi quali il Congo Francese, la Repubblica Democratica del Congo, la Repubblica Centraficana, il Gabon, il Cameron, la Guinea Equatoriale e molti altri ancora. Area dalla fittissima vegetazione, tanto che si stima il 70% sia completamente intatto, conserva a oggi circa 10.000 specie di piante classificate, anche se moltissime altre potrebbero essere ancora in attesa di essere scoperte. Per quanto riguarda gli animale, invece, si stimano 1.000 specie di uccelli, 500 di pesci e oltre 500 mammiferi, tra cui l’iconico gorilla di montagna.

Tra le aree considerate indispensabili per l’equilibrio del Pianeta, sia a livello climatico che di assorbimento dell’anidride carbonica, la Foresta Pluviale del Congo è minacciata dalle crescenti attività dell’uomo, ma anche dall’instabilità politica di alcune delle nazioni che vi appartengono.

Taiga o Foresta Boreale

Non rappresenta un luogo univoco del mondo, né una foresta in senso stretto. La Taiga, conosciuta anche con il nome di Foresta Boreale, è uno dei più importanti biomi terrestri. Un vero e proprio ecosistema con una vegetazione dominante, quella delle conifere, che si estende fino a 12 milioni di chilometri quadrati, coinvolgendo le zone sub-artiche dell’Europa, dell’Asia e dell’America Settentrionale. Dal clima decisamente freddo, anche di -40 gradi durante la stagione invernale, la Taiga ospita centinaia di specie vegetali, in particolare quasi tutte le famiglie delle conifere dell’emisfero boreale, nonché migliaia di uccelli e mammiferi. Spiccano, in particolare, renne, alci, visoni, castori, orsi e linci.

Anche in questo caso, la principale minaccia per la Taiga, nei continenti in cui si estende, è la crescente attività di espansione dell’uomo, a cui seguono opere di disboscamento.

10 luglio 2016
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