Burger King dice no ad animali allevati nelle gabbie. Il colosso internazionale del fast food ha comunicato che a partire dal 2017 non utilizzerà più carni provenienti da polli cresciuti in gabbia o maiali da casse di gestazione. Una svolta improvvisa che segue di poco l’annuncio di un’altra grande del cibo “veloce”, la Wendy, e lo stop alle torture ai suini di McDonald’s.

Niente più polli allevati in gabbia per Burger King, che ha dichiarato di voler elevare gli standard di benessere degli animali destinati alla produzione delle carni. Il settore del fast food comincia quindi a far i conti con il movimento animalista, che da anni chiede miglioramenti nelle condizioni d’allevamento.


Tra questi la Humane Society, che da anni lavora per una maggiore presa di coscienza da parte dei consumatori sulle condizioni di allevamento degli esemplari destinati alla macellazione. Il presidente e CEO della Humane Society of the United States in un comunicato stampa Wayne Pacelle ha accolto con gioia e sorpresa le dichiarazioni arrivate da Burger King:

Burger King ha dimostrato, quando si parla di grandi catene di ristorazione fast food, di continuare a definire gli standard di categoria. I cambiamenti introdotti cercheranno di migliorare la vita degli animali d’allevamento e spingerà anche le altre compagnie al rispetto del benessere animale all’interno della catena di produzione.

26 aprile 2012
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