Politecnico di Milano: realizzeremo il fotovoltaico del futuro

Con l’apertura del Center for Nano Science and Technology al Politecnico di Milano, l’Italia si dota di un ulteriore centro di eccellenza nella ricerca tecnologica, in particolare nel campo energetico con la massima attenzione verso soluzioni innovativi e attente all’ambiente.

Il centro, caldamente appoggiato dal rettore Giovanni Azzone, lavorerà assistito da tutto il Politecnico, in stretta collaborazione con le aziende di settore e, ed è la buona notizia, tra i primi e più importanti progetti, ci sarà anche la studio di nuovi sistemi fotovoltaici, più efficienti e utilizzabili di quelli al silicio. Come ribadito dal direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Roberto Cingolani:

Le moderne celle al silicio hanno un costo di produzione medio di circa 2,5 euro per watt di potenza. Il nostro obiettivo è produrre celle, con un’efficienza energetica attorno al 7%, il cui costo di produzione sia pari a 20-30 centesimi a watt. In questo modo sfruttare l’energia solare diventerebbe assai più economico e conveniente, tenuto anche conto che le celle fotovoltaiche realizzate in laboratorio sono costituite da materiali plastici assai più duttili del silicio e che, in prospettiva, potranno essere collocate facilmente sulle facciate degli edifici o all’interno delle finestre.

In particolare, siamo al lavoro con un partner industriale come Omet per ingegnerizzare una tecnologia che permetta di stampare le nostre celle a base di polimeri con semplicità e in grande quantità.

La scommessa è quindi quella di sostituire il silicio con moderni polimeri organici sintetizzati in laboratorio, in modo da ottenere maggiore efficienza e maggiore duttilità (e, auspichiamo, maggiore smaltibilità).

Per ultimo, è interessante notare come il team a lavoro sarà strettamente internazionale:

Circa dieci di loro (dei 53 ricercatori del team) sono stranieri di varie nazionalità: Cina, Pakistan, Inghilterra, Spagna, Grecia, Cuba e Iran. Inoltre, ci piace sottolineare che fanno parte della nostra squadra cinque ricercatori italiani che lavoravano all’estero e che hanno deciso di tornare in Italia, lasciando il loro impiego precedente presso università prestigiose come Harward, Oxford, Cambridge, Chicago e Groningen.

Non ci resta che attendere i risultati della ricerca.

17 giugno 2011
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I vostri commenti
Pier Luigi Caffese, venerdì 17 giugno 2011 alle15:24 ha scritto: rispondi »

Al Rettore del Politecnico di Milano Progettare il ft del futuro è come la vecchia frase dei milanesi"una donna senza i tett,l'è come un violin senza archett"perchè il ft senza energy storage costa troppo sia che lo produca con pannelli silicone che con plastiche che gia' fanno negli Usa(conosco il fornitore che diedi alla ATM per le pensiline ovoidali.Il MSE deve spendere 160 miliardi in contributi al ft per 30 GW,dopo salta fuori il Politecnico che fa il miracolo come le membrane antiCO2.Nel mio progetto partendo dal vento in mare e stoccando con l'hydro marino arrivo a produrre 600 GW di cui 400 GW vanno al refuels per 70 miliardi con un costo di 17 miliardi. Non ho capito la produzione del nuovo ft,quanto costa e quanto produce? Se è migliore del mio progetto chapeau,ma se costa di piu' e produce poco accantoniamolo perchè l'Italia è piena di progetti ma strano per ora vince il gas perchè di fronte ai dati e resa bassa del ft,invogliamo Scaroni ad importare gas per riempirci di centrali,solo perchè i grandi progettisti di rinnovabili non conoscono l'energy storage( da Terna ai soloni che poi fanno sbagliare la Regione indicando soluzione errate come l'incenerimento o gassificazione dei rifiuti al posto del cool plasma di 6° generazione o il ft come panacea.Mi parlasse di solare concentrato, Le darei ascolto anche se poi l'Enel a Siracusa usa il metano al posto del biogas algale.

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