Pocho, il cane antidroga che fa tremare la camorra

Grazie al suo fiuto infallibile, non sbaglia un colpo nel stanare il commercio di stupefacenti nella città di Napoli. E, proprio per la sua bravura, è entrato nel mirino della camorra, pronta a tutto pur di disfarsene: è questa la storia di Pocho, un Jack Russell da nove anni al servizio dell’Unità Cinofila della Polizia. Un cane che, grazie alle sue insuperabili doti, ha reso possibile il sequestro di tonnellate di droga, facendo perdere ai clan locali milioni di euro, così come riferisce il Corriere del Mezzogiorno.

L’ultimo successo poche settimane fa, a Nocera Inferiore, dove Pocho ha identificato oltre 30 chili di cocaina pura, sotto la guida del suo conduttore Sandro. Una bravura che ha sollevato i malumori dei malviventi, considerato come pare la camorra abbia addirittura messo una taglia sul cane. Sembra abbiano tentato di farlo fuori con bocconi avvelenati, di distrarlo con “affascinanti cagnette”, di catturarlo in ogni modo. Ma il Jack Russell non solo è addestrato per non mangiare in servizio, ma la sua dedizione al lavoro gli permette di ignorare qualsiasi forma di distrazione.

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Il quadrupede, grazie alle sue eccellenti qualità, è diventato l’orgoglio di tutta la squadra che lavora con lui. Il cane può infatti contare su un fiuto molto sviluppato, tale da consentire il riconoscimento di stupefacenti sulle grandi distanze o in posti assolutamente insoliti, proprio come l’accompagnatore ha specificato dalle pagine del Corriere della Sera:

Come quando è riuscito a scoprire che in un biberon di un bambino di pochi mesi non c’era latte in polvere ma cocaina o quando è stato in grado di fiutare marijuana chiusa in una busta sigillata sottovuoto, in un box chiuso e distante otto metri da dove si trovava. Lui ha abbaiato ed è corso davanti alla porta. Ha grattato con le zampe e ho capito che era lì che dovevo cercare. Quando il box è stato aperto è schizzato come un fulmine verso la borsa che conteneva la droga.

Non solo la bravura, ma anche la storia di Pocho è unica nel suo genere. Acquistato da un medico in un allevamento locale, è stato così chiamato in onore del giocatore del Napoli Ezequiel Lavezzi, il cui soprannome era proprio Pocho. A seguito della manifestazione di una forte allergia al pelo del quadrupede da parte di uno dei figli dell’uomo, la famiglia ha dovuto rinunciare alla sua compagnia dopo pochi mesi, decidendo di affidarlo alla Polizia. Un incontro, quello tra il cane e l’Unità Cinofila, che si è rivelato vincente: sin dai primi tempi, infatti, l’esemplare ha mostrato le sue incredibili potenzialità.

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Il cane, per nulla spaventato dalle situazioni di pericolo e molto abile e veloce data la sua stazza contenuta, vive la sua attività come un gioco. Tra i più bravi quadrupedi d’Italia, attende con pazienza il comando del suo accompagnatore – “cerca” – prima di passare al setaccio il luogo in cui si trova, chiedendo in cambio solo una piccola ricompensa: tante coccole e qualche biscotto. E sebbene il cane entrerà in congedo il prossimo anno, per i malviventi non vi sarà comunque pace: sono già pronti diversi eredi, tra cui Kira, un Pastore Tedesco già in attività.

29 ottobre 2018
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