La filiera degli pneumatici diventa più sostenibile e trasparente grazie al protocollo d’intesa firmato questa mattina al Forum Rifiuti di Legambiente alla presenza del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti. Ad aderire al patto sono state Ecopneus, Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici, Confartigianato Imprese, Federpneus e Legambiente.

L’obiettivo dell’accordo è recuperare le 20-30 mila tonnellate di pneumatici fuori uso che ogni anno sfuggono a una corretta raccolta e al riciclo a causa del mercato sommerso e e della mancanza del contributo ambientale. Una falla che costa alle casse dello Stato 12 milioni di euro di contributi e 80 milioni di euro di IVA. Senza contare i costi delle bonifiche ambientali necessarie a rimuovere i PFU abbandonati nelle discariche illegali o bruciati.

Il protocollo d’intesa intende limitare la portata del problema agendo su più fronti: l’educazione dei cittadini al corretto smaltimento dei PFU, l’incentivazione dei comportamenti virtuosi e la lotta al mercato nero. Per far emergere il sommerso gli pneumatici venduti verranno tracciati.

I consorzi di recupero e le imprese collaboreranno con le autorità per facilitare il tracciamento. Uno degli obiettivi principali del protocollo è ridurre i guadagni delle organizzazioni criminali che si arricchiscono grazie al flusso illegale degli pneumatici. A sottolinearlo nel suo intervento è stato il ministro Galletti, che ha evidenziato i vantaggi dell’economia circolare per la promozione della legalità:

La risposta a questo fenomeno arriva dal lavoro di magistrati e forze dell’ordine, ma anche da una presa di coscienza collettiva del problema. Questo protocollo ha il merito di creare un’alleanza civile che dice una cosa molto chiara: il futuro è l’economia circolare, il riciclo è innanzitutto affermazione della legalità.

Il direttore generale di Ecopneus Giovanni Corbetta ha spiegato che il consorzio aiuterà il Ministero dell’Ambiente a potenziare la normativa per circoscrivere il flusso illegale degli pneumatici. Una posizione e un impegno condivisi anche dal segretario generale di Confartigianato Imprese Cesare Fumagalli, dal presidente dell’AIRP Stefano Carloni e dal presidente di Federpneus Guido Schiavon.

La presidente di Legambiente Rossella Muroni si è detta certa che il protocollo otterrà risultati positivi:

Ormai la cultura della lotta ai reati ambientali sta diventando consapevolezza diffusa, come dimostra l’introduzione degli ecoreati nel Codice penale. Gli italiani non sono più disposti a tollerare situazioni come queste.

21 giugno 2016
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