Il bilancio della raccolta dei pneumatici fuori uso si è chiuso in positivo nel 2014. Lo testimoniano i dati raccolti dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e analizzati dall’Unirigom, l’Unione Recuperatori Italiani della Gomma.

Lo scorso anno il 45% dei PFU raccolti in Italia, pari a 146.752 tonnellate, è stato avviato al riciclo. Il restante 55%, pari a 178.244 tonnellate, è stato invece destinato alla produzione di energia. Complessivamente i vari centri di recupero della penisola hanno raccolto 325.096 tonnellate di pneumatici fuori uso, a fronte delle 316.638 tonnellate di PFU recuperate nel 2013.

Grazie al riciclo dei PFU è possibile recuperare materiali industriali come la gomma vulcanizzata, l’acciaio e le fibre tessili. Unirigom ha commentato il bilancio della raccolta dei PFU nel 2014, sottolineando gli innumerevoli benefici ambientali ed economici del riciclo.

Oggi grazie alle nuove norme introdotte nel 2011 dal dl 82/11 le discariche abusive di PFU sono diminuite in tutto il Paese, riducendo lo smaltimento illegale dei pneumatici usati. La rete di centri di raccolta e smaltimento diffusa in modo capillare sul territorio nazionale sta svolgendo un ruolo fondamentale per l’ambiente e per l’economia.

La filiera chiede però al Governo di aggiornare la normativa, ampliando la destinazione d’uso dei materiali recuperati dai PFU alla luce dei progressi compiuti dalla tecnologia nel settore. Secondo il presidente di Unirigom Andrea Fluttero la frazione di PFU destinata al recupero energetico dovrà diminuire nei prossimi anni a tutto vantaggio del riciclo. Solo perseguendo questo obiettivo l’Italia potrà allinearsi alle direttive comunitarie in materia di rifiuti.

Fluttero sottolinea inoltre che occorre incentivare ulteriormente la filiera italiana per evitare che i PFU raccolti nel nostro territorio vengano trattati e smaltiti impropriamente all’estero, con perdite economiche ingenti per l’industria del riciclo nazionale e alti rischi per l’ambiente.

A preoccupare Unirigom è soprattutto l’esportazione dei PFU in Corea e in Cina. Tra i provvedimenti più urgenti invocati dall’associazione figurano standard e discipline più chiare che attestino in modo univoco l’avvenuta transizione da rifiuto a materia prima seconda del granulo polverino di gomma.

Fluttero invita il governo, i produttori, i consorzi e gli enti di ricerca a lavorare insieme per sostenere lo sviluppo della filiera dei PFU e promuovere un’economia circolare. Tra le misure chieste dall’Unione Recuperatori Italiani della Gomma al governo figura l’obbligo di utilizzare una percentuale minima di materiali riciclati nelle pubbliche amministrazioni. Le associazioni di settore chiedono inoltre l’introduzione dell’IVA agevolata per i prodotti realizzati con materiali riciclati al fine di sostenere il decollo del mercato.

6 ottobre 2015
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